martedì 23 dicembre 2008

Tanti auguri!


Buon Natale!
Le auguro con tutto il cuore che il panettone le faccia un testacoda nell'esofago provocando la sua prematura scomparsa.
O danni cerebrali irreversibili.

Decidete Voi a chi rivolgere questo sentito augurio, nei commenti.
A voi che mi leggete, invece, auguri sinceri. E che ce la mandi buona...

giovedì 11 dicembre 2008

Messa in piega?

Il presidente del Consiglio dice di ''trovare assurdo'' che si parli di clima ''quando c'e' una crisi in atto. E' come una che ha la polmonite e pensa a farsi la messa in piega''.
(fonte:ASCA)



Il punto è: Il mondo ha una forte polmonite.
Il mondo economico si è fatto una messa in piega un po' troppo cara.
E a pagarla sono sempre i soliti.
Frega un cazzo di avere l'economia che tira se devo crepare domani di cancro a causa dei milioni di tonnellate di schifezze che immettiamo di continuo nel nostro devastato ecosistema. Chiaro il concetto?

giovedì 4 dicembre 2008

E questo vuole regolamentare internet? Ma ci faccia il piacere...



Forse, e dico forse, per una volta nella vita, quest'uomo ha detto la verità...

Don't cry for me Argentina

"«Peggio della recessione c’è la bancarotta dello Stato, un’ipotesi improbabile ma comunque possibile».
Il fantasma dell’Argentina si affaccia sullo scenario italiano della crisi: ad evocarlo è stato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha fatto capire come la preoccupazione del governo sia soprattutto una: riuscire a piazzare sul mercato i Bot e gli altri titoli di Stato in scadenza. «Non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un’asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe – ha detto - una carenza di liquidità per pagare pensioni e stipendi». Insomma, «faremmo come l’Argentina»".

(fonte: Il Secolo XIX del 4 dicembre 2008)

Insomma, l'affermazione è da far accapponare la pelle. Uno allora guarda il TG5 per capire se siamo sull'orlo del baratro o che cosa. Niente, di questa cosa qui non si fa menzione. Beh, meno male, avrò capito male io stamattina nella rassegna stampa.
None.
Hai capito benissimo.
La novità è un'altra:
Per capire quanto è vera e quanto ci deve fare preoccupare una notizia dobbiamo basarci su questa semplice regola. Se il TG ne parla, allora tranquilli.
Se il TG non ne parla, ALL'ERTA!

Plagiando il titolo di un blog che frequento, tutto ciò che non ci dicono è vero.

All'occhio guys...

Postilla a "Citazione"

Il mio parente di cui al post qui sotto, l'ultima somara che gli è nata, l'ha chiamata Maristella...

mercoledì 3 dicembre 2008

Citazione

Dalla lettera di un mio parente che, giunto all'età della pensione, si è ritirato a vivere in campagna a coltivare olive circondato da animali in quel delle colline intorno Roma. Nell'estratto parla dei suoi somari, che son diventati troppi.

"Adesso dovrò sfoltire la truppa, e sono già in trattative per qualche trasferimento; i clienti migliori sono quelli dell'agriturismo, che mettono i somari in bella mostra per attirare i fessi, magari con un paio di polli e una capra. E le bestie così hanno trovato, come del resto anche qui da me, il paradiso in terra, pancia piena e un cazzo da fare per tutta la vita. I prossimi che nascono li chiamo Camera e Senato".

giovedì 27 novembre 2008

Ancora breve


Ci sono cose che non si possono comprare.
Per tutto (!) il resto c'è Socialcard?

giovedì 13 novembre 2008

Basta Basta Basta !!!!

Ma dov'è la gente? Perchè ha gli occhi chiusi? Ma crediamo proprio a tutto quello che ci dicono? La situazione si sta facendo ogni giorno più insostenibile, ai confini del tragicomico. E apparentemente nessuno si preoccupa.
Abbiamo un presdelcons che si bulla di essere amico dei leader russi più influenti (quelli che per inciso se un giornalista rompe troppo gli fanno arrivare dei proiettili, in corpo non in busta) e si pone in un momento storico quantomai aperto alla speranza in una posizione di ostilità nei confronti del neoeletto Obama. Salvo però fare battute indecenti sul dar consiglio e sui raggi u.v.a.
Ma a lui piace andare alla corte di zar Putin, che adesso come adesso gli conviene di più. Però fino all'altro ieri, con Bush nella sala ovale, certe affermazioni neanche sotto minaccia le avrebbe fatte. Tempismo eccezionale, non c'è che dire. Nel momento in cui ci si potrebbe aspettare una politica mondiale un tantinello più illuminata rispetto agli ultimi decenni, ecco, noi fierissimi ci si va a ubriacare di vodka piuttosto che investire risorse e idee in una collaborazione globale che produca qualche miglioramento per le vite di tutti i cittadini di sto cazzo di pianeta, non per i soliti potenti di turno.
Non contento ma tanto furbo il presdelcons, per tornare alle cose di cosanostra (non è un lapsus) tende un bel tranello ai sindacati per dividerli ulteriormente e renderli ancor più invisi all'opinione pubblica. E i suddetti ci cascano con tutto il vestito. Per intenderci, io non sono mai stato un grande fan dei sindacati. Però trovo ignobile il giochetto a cui il mondo politico li sta sottoponendo. Ed in questo modo, spaccando un fronte di lotta che dovrebbe trovare al suo interno elementi di coesione alla ricerca di una vana e remota possibilità di arginare l'onda egemonica che questo esecutivo sta imprimendo ad ogni sua azione, viene meno ogni possibile prospettiva di equità o almeno sopravvivenza. Non solo. Appare abbastanza evidente l'intento di far risultare il movimento sindacale il capro espiatorio di ogni male che colpisce questo povero ma stupido paese. Così anche i cittadini penseranno che la causa di ogni male siano i sindacati e per facile gioco al massacro tutti coloro che questi rappresentano cioè i lavoratori. Lavoratori svuotati di ogni voce, di ogni diritto, di ogni ruolo sociale che non sia quello di pedine del sistema, di target verso cui rivolgere l'offerta di finanziamenti a tassi da usura, carne da macello per il mercato del consumo.
E la sinistra cosa fa? Si dissocia. Dopotutto il PD non deve essere identificato con il movimento sindacale.
E la lega qualcuno mi dice dove cazzo è finita? Dove sono tutti gli sboroni alla Borghezio e dintorni, nei mesi in cui il comandante in capo presdelcons fa il cazzo che vuole con i loro nordici denari impegnati a salvare il culo dei suoi bacini elettorali? Ma fateci il piacere dai...
E ci vogliono gli uni contro gli altri, studenti contro ministri, professori contro ministri ma sarebbe meglio anche contro studenti, lavoratori contro cittadini, cittadini contro sindacati, sindacati contro lavoratori, piloti contro viaggiatori, viaggiatori contro personale di terra, personale di terra contro CAI, CAI contro sindacati.... Piloti contro Hostess.... No, questa è una faccenda diversa. Eh Eh.
Come se poi la società fosse costruita a compartimenti stagni. Che i cittadini non son forse anch'essi lavoratori? Che quelli che si indignano perchè l'aereo non decolla non son forse gli stessi che se il problema li riguardasse nella loro, di occupazione, sarebbero i primi a manifestare e a scendere in sciopero? Cosa sei, lavoratore fino alle 18 e cittadino indignato nonchè commentatore tuttologo dalle 18 alle 21? E dalle 21 in poi e nei weekend diventi un altra categoria ancora, cioè telespettatore? Anzi, nei weekend ti dedichi anche ad un'altra occupazione, quella di tifoso?
E poi torni ad essere dalle 8 del lunedì mattina di nuovo lavoratore?
Ma siete tutti impazziti????
Ma la coerenza esiste ancora? Ci è rimasto un briciolo di consapevolezza di ciò che siamo e del ruolo che abbiamo in questo gioco tanto, troppo più grande di noi?

Lo so, sto post è scritto proprio male, è incasinato, caotico.
Ma riflette perfettamente ciò che lo ha ispirato.

Un ultima cosa. Una piccola notazione. Lo sapete quanto hanno investito a tutt'oggi i soci di CAI nella cordata di salvataggio della compagnia di bandiera? Cioè quanti soldi hanno messo sul tavolo per giocare a questo gioco in cui sproloquiano, dettano regole, emanano proclami, pontificano, stringono accordi per poi rimangiarseli e via dicendo? Milioni e milioni, penserete.
Sbagliato: 10.000 Euro a cranio. E non è una balla. Informatevi.

giovedì 6 novembre 2008

Com'è democratico lei....



Una nota di colore:
Ora riguarda il video, e nota come il "giornalista" doppia abilmente il labiale dell'arcorese... Peccato per il finale fuori sincrono.
Un'altra domandina: Il neologismo "appecoronare" ha una possibile connotazione sessuale?
p.es. ...così mi sono appecoronato la Mara, prima di nominarla ministro....

mercoledì 5 novembre 2008

Hanoi, 5 nov. - (Adnkronos) - ''Credo che potremo rispettare i tempi e approvare il provvedimento entro Natale, per arrivare alla posa della prima pietra della prima centrale entro la legislatura''. Cosi' Claudio Scajola, ministro delle Sviluppo economico, commenta l'approvazione del ddl sullo sviluppo, che al suo interno contiene il cosiddetto 'pacchetto energia'.'

Andiamo avanti così.....

MAVVAFFANCULO!

martedì 4 novembre 2008

Un disarmato silenzio

Prefe mi scrive nei commenti chiedendosi che fine abbia fatto e come mai non scriva più.
Ebbene. Sono giorni che provo un senso di allarmante piattume, di calma sottomissione, di sgomenta arrendevolezza.
Leggo ormai volentieri soltanto faina incazzosa, che almeno mi strappa un sorriso. Non è vero, leggo anche gli altri amici del blogroll, ma mi accorgo che non mi indigno quasi più.
Mi guardo in giro e vedo andreotti a cui parte lo screensaver durante una intervista (intervista???) a canale cinque, licio gelli che racconta la storia su un'altra tv, i leaders della destra pronti a saltare sul carro di obama, salvo che poi vinca quell'altro e loro possano dire che l'avevan detto fin dall'inizio. Mi giro dall'altra parte e vedo bondi che tra una poesia e l'altra spara altre cazzate che ci vorrebbe un porto d'armi, poi sbuca vespa a parlar del piave e larussa che anche lui dovrebbe avere il porto d'armi, anzi ce l'avrà di sicuro, eppoi i fascisti che entrano alla rai e se la vogliono prendere con la sciarelli ma sbagliano l'orario e se ne vanno, impuniti. E berlusconi che è già amico di barack, salvo poi anche lui se vince quell'altro dire che l'aveva pensato fin dall'inizio. E ancora i piloti che si incazzano, e colaninno che dice che prende i piloti di ryanair, che però son tutti piloti di 737 e alitalia non ne ha manco uno, di 737. E intanto sta cazzo di alitalia perde 2,4/2,5 milioni al giorno e indovina chi cazzo mai li pagherà tutti sti soldi. E ogni giorno che passa si revisiona, si rirevisiona e si strarevisiona. E la storia non esiste più, e i fascisti non eran poi così male, e neanche i comunisti però han fatto solo cose giuste, e la resistenza non è più un valore, e hitler tutto sommato...
E il papa sta li guarda e giudica. e in questo cazzo di paese, forse me ne devo fare una ragione, la gente, laggggente, non vale molto di più di tutti quelli che ogni giorno critica. E mi ci metto anch'io che son qui a pigiar tasti e non cambio niente. E mi ci metto anch'io che non ho più voglia di incazzarmi. E mi ci metto anch'io che se va avanti così ricomincio a guardare la televisione.
La cosa che mi sembra più vicina alla realtà che percepisco in questi giorni è questa....


venerdì 24 ottobre 2008

Un consiglio di cui non potete fare a meno

Ciao a tutti. Oggi nasce lo SCARICABILE, giornaletto partorito dalla mente di prefe e altre tre persone. Nel senso che loro hanno partorito e prefe è stato contattato. Meglio ancora.
Il consiglio è: SCARICATELO E LEGGETELO!

http://scaricabile.blogspot.com/

Mi raccomando! Ne vale proprio la pena.

giovedì 23 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre 2008

Oggi mi tiro addosso un po' di polemiche...

Premetto che non ho approfondito il tema, ma ne ho quasi solo letto nei blog che abitualmente frequento. Perciò ho letto più i commenti che non la notizia in sè.
La questione è quella relativa alle classi per quegli studenti stranieri che non superano la prova di italiano.
Ebbene, io penso che non sia mica poi tanto una stronzata quella di fare una prova che metta in condizione studenti e insegnanti di capire se ci sono i fondamentali per permettere ad uno studente di apprendere.
Proviamo a lasciar fuori dal discorso tutte le possibili polemiche legate a razzismo, ghettizzazione et similia.
La lingua che cos'è se non lo strumento fondamentale per poter scambiare informazioni, quindi scienza, da una persona all'altra?
Ergo, se io non possiedo familiarità con questo strumento, non è probabile che il trasferimento di informazioni a mio vantaggio ne risulti compromesso?
E, non è altresì probabile che questa carenza mi ponga in una posizione di inferiorità rispetto al resto degli studenti che posseggono un uso della lingua migliore del mio, e che parallelamente la obbligatoria doppia velocità a cui l'insegnante deve ricorrere nel vano tentativo di insegnare sia a chi la lingua la gestisce con proprietà sia a chi no finisca per danneggiare entrambi?
Io in tutta onestà non credo che rendere disponibile la possibilità di impadronirsi di capacità nell'uso della lingua del paese dove ti sei trasferito rappresenti una forma di razzismo o di discriminazione. Credo invece che porre a disposizione di chicchessia gli strumenti per apprendere, ed il linguaggio ne è l'inequivocabile principe, rappresenti idealmente un importante messaggio di democrazia e di intelligenza in senso lato.
Credo inoltre che la prova necessaria a capire se lo studente possieda o meno le capacità e gli strumenti che lo mettano in condizione di condurre con successo un corso di studi dovrebbe riguardare tutti gli studenti, a prescindere da dove provengono. Ma questo è un discorso più vasto. Per intenderci, non è così automatico come si vuole credere che un bimbo italiano parli e capisca senza difficoltà l'italiano idioma.
Non vorrei che certe polemiche finissero per scattare un po' con il pilota automatico, quando coinvolgono necessariamente un confronto tra nazionalità diverse. E', a mio avviso, un gioco antipatico in cui ci vogliono fare cadere un po' per forza, togliendo così peso a questioni che con le discriminazioni hanno veramente e pesantemente a che fare. Il tutto utilizzando quella tecnica che stà divenendo sempre più nota, denominata "allorismo".
Attendo con trepidazione i vostri commenti.
E grazie a chi mi legge.

giovedì 16 ottobre 2008

Ecco il trailer del film qui sotto...

Signori, il cinema!

Bruxelles 15 ott. - (Adnkronos/Aki) - "I paradisi fiscali sono illegali, noi siamo assolutamente contrari". Cosi' il premier Silvio Berlusconi si scaglia contro i centri off-shore, criticati anche dal presidente francese Nicolas Sarkozy per le difficolta' che creano al coordinamento Ue necessario per affrontare la crisi finanziaria. "Noi siamo in pista contro l'evasione fiscale", ha aggiunto Berlusconi in conferenza stampa a margine del consiglio europeo a Bruxelles, a causa della quale nelle casse del Tesoro entrano "100 mld in meno". Attraverso la lotta all'evasione "noi speriamo di potere abbassare le tasse per tutti". Da parte sua il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha sottolineato che: "il problema piu' grande sono i paradisi fiscali legali, dove regna il caos e l'anomia".

venerdì 10 ottobre 2008

Così, di getto. E poi una canzone importante.

Ho bisogno di respirare
lasciare uno scenario dove non so
se tutto comincia
o tutto sta per rovinare
voglio perdermi negli occhi
della persona che amo
in cerca di sollievo e calore

oppure

guarderò attraverso uno specchio
nel profondo dei miei occhi
c'è qualcosa che niente e nessuno
potrà mai portarmi via


lunedì 6 ottobre 2008

Brutte, pessime abitudini

Leggo su "carta straccia" un interessante post riguardante i costumi della nostra cara chiesa cattolica...
Mi associo con piacere all'invito di bastian cuntrari di diffondere questa notizia perchè tutti ci si tenga allenati a non volgere altrove lo sguardo quando accadono certe cose.

venerdì 3 ottobre 2008

Mai più senza (notizie fondamentali) 2

NIENTE PIU' LUCCHETTI PER MOCCIA, ORA SOLO MONETINE ROMA - Dai lucchetti di Ponte Milvio Federico Moccia passa alle monetine lanciate in un pozzo a Roma nord nel suo nuovo romanzo 'Amore14'. Nuovo rito propiziatorio quindi per gli adolescenti innamorati che seguono le mode lanciate dall'autore di 'Tre metri sopra il cielo' e 'Ho voglia di te'.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_786320302.html

giovedì 2 ottobre 2008

Under pressure

Si tratterebbe di stemperare un po' la tensione.
Di questo avrei, avremmo tutti un po' bisogno, credo.
E' che siamo tutti costantemente sotto pressione.
Esistono ormai nelle nostre vite solo poche rare oasi dove il pensiero possa prendere respiro, ove gli occhi si possano gonfiare dei colori della luce che abbaglia, dove le orecchie possano bearsi del silenzio, il naso inebriarsi dell'odore del nulla.
Mi basta un sonno senza sogni.
Mi basta un video senza immagini.
Mi basta una cornice senza quadro.
Avverto, costante, un bombardamento di input.
Mi sta devastando.

Mai più senza (notizie fondamentali)

Nella foto Emanuele Filiberto di Savoia

Emanuele Filiberto: ''Nonna Maria Josè mi ha insegnato tantissime cose''

www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2532518793

mercoledì 1 ottobre 2008

Preoccupiamoci...

Nel pomeriggio il presidente del consiglio ha dichiarato che in Italia nessun cittadino perderà un'euro per effetto della crisi che sta colpendo i mercati finanziari. (nella foto l'inusuale rituale con il quale ha voluto conferire autorevolezza alla dichiarazione)

Sempre nel pomeriggio ha anche dichiarato che si farà un uso sempre maggiore dello strumento Decreto Legge al fine di risolvere le molteplici problematiche che affliggono il paese.

A prescindere dal fatto che una delle due affermazioni è evidentemente una bugia (a voi capire quale... eh eh...), credo proprio che valga la pena di fare cinque minuti di raccoglimento e preoccupazione.
Non bastasse quello che c'era già in ballo...

lunedì 29 settembre 2008

Ah, l'Italia...

Pensare che sarebbe un paese proprio bello per viverci.
Bel clima, cultura straripante, storia in ogni briciolo di polvere, arte dietro ogni angolo.
E noi la violentiamo continuamente, o alla meglio permettiamo continuamente che qualcuno autorizzato dalla nostra consapevole o inconsapevole delega in bianco la violenti al posto nostro.
E ci rimettiamo tutti, ma proprio tutti.
Compresi quelli che le schifezze non le vedono perchè hanno soldi a sufficienza per poter guardare altrove;
Compresi quelli che le schifezze non le vedono perchè dai vetri scuri delle loro auto non filtra nulla;
Compresi quelli che le schifezze non le vedono perchè nei canali tv che guardano loro non ci sono;
Compresi quelli che appena possono saltano su un aereo e si vanno a ficcare in un villaggio turistico in capo al mondo ma con cucina italiana, personale italiano, capovillaggio italiano e cancelli chiusi, che fuori c'è un mondo diverso dal nostro ma a noi che ci frega;
Compresi quelli che il mio giardino è molto curato, ho fiori bellissimi e prato all'inglese, e tutto è pulito e tutto è ordinato come i perfetti mattoni del muro che mi isola dal di fuori;
Compresi quelli che hanno perso il gusto di sapere chi è il vicino di casa, il gusto di suonare il campanello una tiepida domenica mattina per chiedere scusi, che ce l'ha un po' di zucchero che son rimasto senza;
Compresi quelli che si indignano;
Compresi quelli che tanto alla fine han ragione sempre loro;
Compresi quelli che non si può più andare avanti così eh;
Compresi quelli che meno male che c'è la partita in tv;
Compresi quelli che scrivono su un blog...

Ieri a Dalmine, mio secondo luogo di vita, c'era la festa delle associazioni.
Mi ha messo allegria ed ottimismo vedere quanta gente si da da fare per portare avanti un progetto, un'idea, una passione, un bisogno.
Mi ha commosso sapere che c'è ancora chi crede con forza in qualche cosa.

Si raccoglievano anche firme affinchè non sia realizzata la terza linea di incenerimento rifiuti della Rea (gruppo green holding) di Dalmine. La giunta comunale si è già espressa negativamente, ma è necessario tenere alta la soglia di attenzione.
Alcuni cittadini prima di firmare chiedevano se dietro al comitato spontaneo ci fosse qualche partito o schieramento politico, poi rassicurati dalla risposta negativa firmavano.
Probabilmente questa informazione è ritenuta importante. Probabilmente l'appartenenza politica non è più sentita come un sigillo di garanzia, anzi.
Probabilmente torna ad essere importante l'idea che proponi, non all'ombra di quale bandiera lo fai. Lo interpreto come una bella notizia.

Ah, dimenticavo, ovviamente ho firmato, con ben impressa nella memoria la faccia sorridente di Veronesi che da Fazio chiudendo a cerchio pollice e indice rispondeva "ZERO" alla domanda sulle emissioni dei termovalorizzatori.

OFF TOPIC: PRONTI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI A BORDO DI UN MD80?

mercoledì 24 settembre 2008

Ancora su Alitalia

Riflettevo in questi giorni sull'evoluzione della trattativa per un eventuale salvataggio, a questo punto in extremis, di Alitalia.
Noto che i giornali di regime, cioè quasi tutti (quasi?), puntano insistentemente l'attenzione sul classico "tengo famiglia" che caratterizza il nostro paese da sempre. Lo stato attuale delle cose viene commentato sottolineando:
- che l'accordo con CAI è l'unica possibilità esistente;
- che i sindacati hanno remato contro QUINDI un eventuale fallimento si deve all'operato della confederazione che non ha aderito;
- che i piloti di Alitalia rappresentano una casta che gode di privilegi sconosciuti ai piloti delle altre compagnie del mondo intero;
- che le maestranze invece vogliono solidalmente l'accordo con CAI.
Questo per sottolineare i punti che ho notato di più. Ma sicuramente ce ne sono altri. Ora le riflessioni:
Al di là della laconica comunicazione di alitalia in cui si cercavano eventuali acquirenti (chissà se hanno messo anche una inserzione su e-bay...), qualcuno si è preso la briga di verificare la fattibilità di accordi con altri operatori del settore?
A chi conviene alimentare il clima di "scontro sociale" che si è creato tra personale di volo e maestranze di terra, quando invece a mio avviso, dipendendo il destino di tutti, con gli opportuni distinguo, dal destino della società sarebbe molto più producente una coesione dei dipendenti Alitalia nella partecipazione alla trattativa?
Se i piloti Alitalia godono veramente di privilegi inpensabili come si dice, chi ha permesso la stipula dei contratti d'oro che glieli garantiscono?
Perchè non una parola viene spesa alla ricerca delle responsabilità di anni di gestione inoculata da parte di manager che hanno ridotto Alitalia nello stato in cui si trova?
Dove sono ora queste valorose persone?
Perchè, ancora una volta "l'opposizione" getta alle ortiche la possibilità di assumere un ruolo chiave nella gestione della vicenda limitandosi a tiepidi quanto inutili commenti sull'operato altrui, quando avrebbe potuto attivarsi in modo propositivo, PROPOSITIVO!, magari ripartendo da dove tutto si era interrotto nella gestione Prodi della vicenda, che tanto malvagia a mio personale avviso non era stata?
Forse che sia più facile aspettare la disfatta per poi attribuire colpe, piuttosto che sbattersi, anche magari senza riuscire (in questo Berlusconi la sa lunga), ma ricavandone un indubitabile guadagno di immagine?
Ogni giorno che passa ne capisco sempre meno. Ma forse è solo la risposta alla mia preghiera di rinascere dotato di scarso senso critico. Perchè forse così ci si indigna meno e alla fine si vive meglio...

lunedì 15 settembre 2008

Per come la vedo io

La storia tormentata di Alitalia di questi giorni mi porta ad esprimere qualche commento. Il cavaliere e il suo pony sentono puzza di bruciato. Se gli salta l'affare Alitalia si gioca un bel po' di credibilità. Il mortadella aveva raggiunto un accordo che a vederlo oggi sembra un sogno ma non gli hanno permesso di portarlo a compimento. Perchè c'era pronta la cordata italiana. Si, la cordata... Di corda per impiccarci sicuro non ne manca ma la cordata...
Comunque voilà, ti costringono il mortadella al prestito ponte (che poi cazzo c'entra un ponte con gli aerei chi lo sa... chiamalo prestito pista, o prestito decollo, che ne so...) così tanto per dare ossigeno al moribondo, che poi arriva la cordata a salvarla la compagnia di bandierina...
Che a voler ben vedere Air France era pronta, si dice, a metterci una bella miliardata di euro freschi freschi che di questi tempi non è che li trovi ad ogni angolo di strada. E intanto ci sollevava dal groppone un bel po' di debitucci che cordata o no ci tocca pagarli... Già me la immagino la Alitax che prima o poi o di riffa o di raffa ci introdurranno. E voi già sapete dove...
Comunque ora si scopre che l'ipotesi di accordo che aveva raggiunto il mortadella prevedeva tagli inferiori a quelli che saranno presumibilmente accettati dai sindacati in questi giorni. Parliamo per esempio di piloti: Il piano di Air France prevedeva 507 esuberi (fonte Radio24), ora si parla di almeno un migliaio.
Parliamo poi delle modalità del piano del cavaliere, anche se c'è chi lo ha già fatto con miglior cognizione di causa.
Da che mondo è mondo i big della finanza vedono le compagnie aeree come il fumo negli occhi. E' un business che non ha mai attratto più di tanto gli investitori non specifici del settore. Tolto il patron di AirOne, che però aveva anche lui i suoi bei problemucci da risolvere e forse non gli è parso vero di poter dare un bel colpo di spugna confluendo in un tumore più grande col suo cancretto circoscritto, abbiamo una pletora di investitori che stanno al business delle linee aeree come un diabetico sta alla sacchertorte. Cosa mai li avrà invogliati così tanto a partecipare a questa missione? Un ricattino forse, e neanche troppo morale? Certamente non lo spirito di patriottismo tanto invocato di questi tempi. Che c'entrino quelcosa gli affari legati all'expo? Mah...
Comunque si son messi in gioco.
Ed è un gioco in cui ho la sensazione che i giocatori abbiano la sacrosanta certezza che non possono farsi male. Perchè il marcio se lo è preso Fantozzi e gli ha messo una bella girata al popolo italiano che prima o poi pagherà, finisca male o finisca peggio; mentre il buono se lo prendono loro, se lo godono per cinque anni e alla fine lo rivendono a chi converrà di più. E la questione su cui si baserà la scelta tra Francia e Germania come azionista di riferimento della compagnia di bandierina sarà probabilmente la decisione in merito a quale sarà l'hub di Alitalia. E anche qui gli interessi si sprecano e le battaglie son già aperte. Se in quarantun'anni di vita ho imparato a conoscere bene questo strano paese, mi permetto di azzardare un ipotesi: Per quanto siamo atipici noi italiani, con il cerchiobottismo che brilla nei nostri occhi, forse riusciremo ad essere il paese che ha la compagnia di bandiera con ben due hub, uno a Fiumicino e l'altro a Malpensa, con conseguente raddoppio dei costi. E forse avremo allungato la vita del moribondo di almeno un altro lustro.
E il cavaliere ed il suo pony sfileranno per le vie delle città vantandosi di aver salvato la compagnia di bandiera e di aver risolto la seconda delle grandi questioni che si erano messe in calendario.
E per dare risalto alla cosa CONSIGLIO DEI MINISTRI IN DIRETTA TV A BORDO DI UN JET ALITALIA in volo tra Malpensa e Fiumicino.
E magari, lo voglia il signore, un'avaria...

Nota bene: Mi sono permesso di rubare la vignetta, che trovo adattissima, ad Ignazio (ignant) Piscitelli. Spero non me ne voglia.

venerdì 12 settembre 2008

Chiedo venia

Vedo con piacere che venite a trovarmi quasi ogni giorno ma di questi tempi scrivo ben poco.
Cause? Un misto di tempo che manca, disorganizzazione mentale, stanchezza di questo paese che non regala soddisfazioni ma solo ipocrisia.
Per questo chiedo scusa a chi viene a vedere se la mia mente malata ha prodotto qualcosa, con la promessa di pubblicare al più presto, ma soltanto se ciò che ho da dire merita di essere letto. Ciò evidentemente a giudizio sindacabile del sottoscritto.
Sappiate comunque che vi leggo sempre con interesse.
Buon fine settimana a tutti.

Fra.

mercoledì 3 settembre 2008

Filosofia spiccia

Se lo dici succede.
Il presidente del consiglio ha fondato buona parte dei suoi successi sulla teoria delle aspettative autorealizzanti. Che è una gran bella teoria, ed in certi campi funziona che è una meraviglia. Se creo le condizioni soprattutto psicologiche affinchè un fatto si verifichi, è probabile che si verificherà. In sostanza, se ci credo a sufficienza creo inconsapevolmente le condizioni affinchè succeda.
Sembra essere questa la filosofia che guida gli interventi del nostro governo. Non importa se i provvedimenti assunti hanno caratteristiche tali da renderli attaccabili da autorità superiori (vedi caso Alitalia per le evidenti infrazioni a varie leggi nazionali e comunitarie); Non importa se nella sostanza i provvedimenti assunti non risolvono per nulla i problemi per la cui soluzione dovrebbero essere concepiti; Non importa se l'evidenza dei fatti contrasta in maniera evidente con la pomposità dei proclami.
Non importa. E basta.
Basta invece l'operazione di facciata.
Basta che il premier possa apparire e proclamare risolto il problema, quale che esso sia.
Basta placare con un blando sedativo l'esigenza di rassicurazione che il popolo bue manifesta.
Fa niente se non è cambiato nulla; Fa niente se il prezzo del petrolio è sceso quasi quanto era salito ma alla pompa qualche compagnia si permette ancora ritocchi al rialzo; Fa niente se tanto a pagare son sempre quelli. Se l'ha detto vuol dire che è vero. Bisogna dargli tempo, lasciatelo lavorare.
Ripeto, quella delle aspettative autoavveranti è una gran bella teoria, e in certi casi funziona più che bene. Anche se a mio parere la diligenza del buon padre di famiglia vorrebbe che ad essa fosse affiancata, non per pessimismo ma per realismo, una dose non troppo massiccia di legge di Murphy.

Un'ultima annotazione: Sono tornato da qualche tempo. avevo mandato in vacanza l'indignazione. Ora è tornata anche lei.
Ringrazio chi mi è venuto a trovare qui, anche nel periodo di fermo, per la costanza.
Benritrovati...

mercoledì 30 luglio 2008

Giovinezza...

Oggi, alla presenza del ministro, il duce non ha potuto partecipare perche trattenuto a Roma da inderogabili impegni di lavoro, è stata inaugurata la plutocratica centrale elettrica a carbonfossile che da sola fornirà corrente a decine di migliaia di case del simpatico popolo italiano.
Il ministro ha fieramente dichiarato che presto si percorrerà la futuribile via del nucleare, e non ci sono cazzi che tengano.

E' stato confermato il via all'allargamento della base del fiero alleato nella ridente terra del triveneto. Uno che si fa chiamare sindaco, noto invece come antidemocratico agitatore di folle, ha dichiarato che si indirà referendum per stabilire se la popolazione è o non è favorevole alla grande base dell'eroico alleato. Comunque vada, non ci sono cazzi che tengano.

Tra pochi giorni i fieri militi italici popoleranno le strade delle nostre belle città per dare ai cittadini la conferma della rinnovata sicurezza del nostro bel paese.
In ottemperanza al regime di autarchia voluto dall'amato duce, se finirà la benzina delle macchine di polizia e carabinieri, chi può vada a cavallo, chi non può si faccia spingere la macchina dai fieri italici fanti. E, ne siamo certi, per malviventi e birbanti, non ci sono cazzi che tengano.

L'europa, quella accozzaglia di staterelli comunisti e arretrati, continua a criticare le decisioni del nostro illuminato governo. Il duce Silvio ha dichiarato fiero: " ME NE FREGO ", " Tanto sono alleato col paese più bello e più ricco e se mi stanco di giocare con voi me ne vado e porto via il pallone perchè è mio. "

Ragazzi, non va un cazzo bene.
Ogni giorno sulla posta elettronica trovo decine di finanziarie che fanno a pugni tra loro per prestarmi soldi, tanto sanno che non glieli potrò ridare e si impossesseranno anche dei miei peli del culo...

E non ci sono cazzi che tengano...

martedì 29 luglio 2008

Cult Of Personality




Look into my eyes, what do you see?
The Cult of Personality
I know your anger, I know your dreams
I've been everything you want to be
I'm the Cult of Personality
Like Mussolini and Kennedy
I'm the Cult of Personality
The Cult of Personality
The Cult of Personality

Neon lights, A Nobel Price
The mirror speaks, the reflection lies
You won't have to follow me
Only you can set me free
I sell the things you need to be
I'm the smiling face on your T.V.
I'm the Cult of Personality
I exploit you still you love me

I tell you one and one makes three
I'm the Cult of Personality
Like Joseph Stalin and Gandhi
I'm the Cult of Personality
The Cult of Personality
The Cult of Personality

Neon lights a Nobel Prize
A leader speaks, that leader dies
You won't have to follow me
Only you can set you free

You gave me fortune
You gave me fame
You gave me power in your God's name
I'm every person you need to be
I'm the Cult of Personality

venerdì 25 luglio 2008

Buon fine settimana a tutti

Punti di vista

Una famiglia inglese trascorse le sue vacanze in Germania.
Durante una delle frequenti passeggiate, i membri della famiglia notarono una graziosa casetta di campagna che sembrò loro adatta per trascorrervi le future vacanze estive.

Informatisi di chi fosse il proprietario e saputo che era un pastore protestante, gli chiesero di mostrare loro la piccola proprietà.

La casa, sia per la comodità che offriva e sia per l'ottima posizione, piacque molto ai visitatori inglesi, che stipularono subito un contratto di affitto per la successiva stagione.

Al ritorno in Inghilterra discussero molto sulla piantina della casa che avevano affittato e particolarmente sulla utilizzazione dei locali. Proprio allora la signora si accorse di non avere visto dove si trovava il WC e decise perciò di scrivere al pastore per avere ragguagli, cosa che fece nei seguenti termini:

"Gentile Pastore,
sono un membro della famiglia che tempo fa visitò la sua proprietà con il proposito di affittarla per la prossima estate, e poiché tutti ci siamo dimenticati di informarci dove si trova il WC Le saremmo grati se ci facesse presente la sua ubicazione"

Il pastore, non comprendendo esattamente il significato dell'abbreviazione WC e credendo che si trattasse di una Cappella Anglicana chiamata "Wal de Chapel", rispose nei seguenti termini:

"Gentile Signora,
ho apprezzato la Sua richiesta e ho il piacere di comunicarLe che ciò cui Ella si riferisce nella Sua lettera si trova a 5 KM dalla casa.
Ciò é molto scomodo per chi ha l'abitudine di andarci molto di frequente. In certi casi é preferibile portarsi da mangiare per restare sul luogo tutto il giorno.
Alcuni vanno a piedi, altri in bicicletta. C'é posto a sedere per 400 persone e 100 in piedi. L'aria é condizionata per evitare gli inconvenienti degli agglomerati. I sedili sono di velluto rosso e si raccomanda di arrivare in tempo per trovare posto a sedere. I bambini siedono vicino ai grandi e cantano tutti in coro.
All'entrata viene dato a ciascuno un foglio, ma le persone che arrivano dopo la distribuzione potranno usare il foglio del compagno vicino.
All'uscita lo stesso foglio dovrà essere riconsegnato per poter essere usato tutto il mese.
Ci sono amplificatori per i suoni e tutto quello che viene raccolto viene dato ai poveri del paese.
Fotografi specializzati scattano fotografie, cosicché tutti possono vedere le diverse persone nel compimento di un atto tanto significativo."

Il passero ferito

Era d'agosto. Un povero uccelletto
ferito dalla fionda di un maschietto
andò, per riposare l'ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.

Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l'animale
ma, pressato da molti peccatori
che pentirsi dovean dei loro errori
rinchiuse le tendine immantinente
e si rimise a confessar la gente.

Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
diceva ogni fedele le preghiere,
una donna, notato l'uccelletto,
lo prese, e al caldo se lo mise in petto.

Ad un tratto improvviso un cinguettio
ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.

Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore
il ruolo abbandonò di confessore;
scuro nel volto, peggio della pece
s'arrampicò sul pulpito, poi fece:
"Fratelli, chi ha l'uccello, per favore
vada fuori dal tempio del Signore".

I maschi, un po' stupiti a tali parole,
lesti s'accinsero ad alzar le suole,
ma il prete a quell'errore madornale,
"Fermi, gridò, mi sono espresso male!
Rientrate tutti e statemi a sentire:
sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"

A testa bassa, la corona in mano,
cento donne s'alzarono piangendo.
Ma, mentre se n'andavano di fuora
il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora;
rientrate tutte quante, figlie amate,
che io non volevo dir quel che pensate!"

Poi riprese; "Già dissi e torno a dire
che chi ha preso l'uccello deve uscire.
Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa,
soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"

A tali detti, nello stesso istante,
le monache s'alzaron tutte quante;
quindi col viso pieno di rossore
lasciarono la casa del Signore.

"Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete -
Sorelle orsù rientrate e state quiete,
poichè voglio concludere, o signori,
la serie degli equivoci ed errori;
perciò, senza rumori, piano piano,
esca soltato chi ha l'uccello in mano".

Una fanciulla con il fidanzato,
ch'eran nascosti in un angolo appartato
dentro una cappelletta laterale,
poco mancò che si sentisser male.
Quindi lei sussurrò col viso smorto
"che ti dicevo, hai visto? Se n'è
accorto!".

(Natale Polci)

venerdì 18 luglio 2008

Non sapere porta a sbagliare...

Qui di fianco ho messo un video che ho scippato da YouTube dopo averlo visto sul blog di Grillo.
Ciò che mi chiedo è: Se gli elettori del PD avessero conosciuto queste affermazioni, in quanti avrebbero confermato la loro fiducia nella classe dirigente del PD stesso?

mercoledì 16 luglio 2008

The Number 23

Questa notte ho visto questo film. Mi è piaciuto non poco. Lo consiglio a chi viene a leggere questo blog, sempre se piace il genere thriller.
Buonanotte...

martedì 15 luglio 2008

Là fuori c'è un mondo meraviglioso

D'ora in poi mi prenderò cura del mio fegato.
Non mi arrabbierò più.
Perchè ho capito.
Sono stato illuminato, ho finalmente capito tutto.
L'Italia non è il paese che i disfattisti dell'antipolitica insistono a dipingere.
L'Italia è un meraviglioso e democratico paese che veleggia gioioso verso prosperità e ricchezza nel favoloso scenario del terzo millennio.
Come si può credere a chi ci suggerisce che il paese è sull'orlo della bancarotta?
Oggi al telegiornale ho visto che è stata fondata perfino una nuova società che ci farà viaggiare con dei bellissimi treni rosso ferrari a trecento all'ora su e giù per il paese.
Tempo fa mi hanno addirittura detto che si farà un meraviglioso ponte che unirà Calabria e Sicilia.
Ieri ho visto lucignolo alla tv.
Quanta figa che c'è in quel programma.
Bello, veramente, con tutta questa bella gente in vacanza in posti meravigliosi, su barche splendide.
Ma figuriamoci se questo paese è sull'orlo della bancarotta.
Oggi al tg4 intervistavano dei giovani sul prezzo della benzina.
Che bella gioventù, pronta a fare anche sacrifici.
A parte che il prezzo del petrolio non è mica un problema solo in Italia eh.
E poi, basta fare uno o due giorni di vacanza in meno e ti sei ripagato quello che hai speso in più di benzina per il viaggio. Facile no?
Pensa che c'era uno, beh doveva essere uno furbo, uno che ha studiato, che ha suggerito un trucco per aggirare il problema della benzina. Diceva, io faccio sempre venti euro di benzina, da sempre. Così non ci penso troppo. Però è vero, perchè non ci ho pensato prima? Se fai il pieno ti accorgi, ma se fai sempre la stessa cifra non ti accorgi più. Facile no?
Poi continuano a parlare male dei politici. Ma dai, sono così distinti, così vestiti bene. E poi era ora che non ci fossero più tutti quei comunisti in parlamento. Prima si che urlavano sempre, che litigavano. Adesso anche quello lì, il Veltroni, è così educato, così rispettoso del Berlusconi. Si c'è ancora uno che urla, uno che faceva il giudice. Ma c'ha ragione il Berlusconi, quei giudici lì non sono mica tanto a posto con la testa...
Ma dai che il nostro paese è tra i più belli del mondo. Tra i più liberi del mondo poi, non stare a credere a quello che ti dice quella gente lì, invidiosa, perchè sono sempre gli invidiosi a parlar male.
Ah poi mi han detto che hanno arrestato il Del Turco. A parte che a me i sindacalisti non sono mai piaciuti troppo, e poi ho visto alla tv che è uno che non ha neanche studiato. Glielo dico sempre a mio figlio, studia che se non sei intelligente nella vita non vai da nessuna parte.
Ma si dai, è come al solito, tutti che parlano e parla parla non cambia mai niente. Ma forse è meglio, che siamo il bel paese, che come si mangia bene qui in nessun altro posto al mondo...
E poi a settembre arriva il ronaldigno... Vedrai che roba il campionato quest'anno....

venerdì 11 luglio 2008

Ma lo fanno apposta?

Riporto come pubblicato sul sito di libero all'indirizzo http://www.libero-news.it/pills/view/928, nei box verso il basso della pagina

Solidarietà bipartisan per la Carfagna
10/07/08 | Primo Piano | La solidarietà delle senatrici va ad aggiungersi a una lunga serie di messaggi inviati ieri dai colleghi parlamentari al ministro Carfagna. Particolarmente duro, (..continua..)

Impaginatore malizioso...

giovedì 10 luglio 2008

Time out

Sono un po' stanco.
Parecchi pensieri affollano la mia mente.
Ho tasse da pagare che mi priveranno di ogni avanzo da dedicare a qualcosa di piacevole per i prossimi cinque mesi.
E non ho certo un reddito da pascià.
C'è sicuramente chi ha più pensieri di me.
Ma sto facendo fatica, tanta.
Domani porto papà e cane in campagna.
Poi raggiungerò la mia lei e cercheremo di rilassarci.
Anche lei fa fatica, tanta.
Sommeremo le nostre fatiche in un abbraccio forte e forse staremo un po' meglio.

Scusate lo sfogo.
A settimana prossima.

martedì 8 luglio 2008

Mi è venuta in mente una poesia...

...e me andavo da quella Roma addormentata, da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, quella Roma del volemose bene, annamo avanti, quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei sali e tabacchi, degli erbaggi e frutta, quella Roma dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, dei maritozzi colla panna, senza panna, delle mosciarelle

me andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ce voleva ‘na raccomandazione

me andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, quella Roma della circolare destra e della circolare sinistra, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti

me andavo da quella Roma degli attici colla vista, la Roma di piazza Bologna, di Via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella eterna, quella di giorno, quella di notte, quella turistica, la Roma dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma di Propaganda Fide, la Roma fascista di Piacentini

me andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Roma caput mundi, del Colosseo, dei Fori imperiali, di piazza Venezia, dell’Altare della patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre col sole estate e inverno, quella Roma ch’è meglio di Milano

me andavo da quella Roma dove la gente orinava per le strade, quella Roma fetente e impiegatizia, dei mille bottegai, de Iannetti, di Gucci, di Ventrella, di Bulgari, di Schostal, di Carmignani, di Avegna, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è ‘na lira, quella Roma der còre de Roma

me andavo da quella Roma della Banca Commerciale Italiana, del Monte di Pietà, di …chi cazzo, di campo de’ Fiori, di Piazza Navona, quella Roma che c’hai ‘na sigaretta, e prestame cento lire, quella Roma del Coni, del Concorso ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, me n’andavo da quella Roma di merda...


http://www.youtube.com/watch?v=v4AqW52tDrU

lunedì 7 luglio 2008

Io sto con il cancro

"Veltroni dica definitivamente una parola onesta e chiara sul tumore che hanno voluto allevare nella sinistra italiana.
Antonio Di Pietro e' un cancro populista e fascistoide, che non e' ne' di destra ne' di sinistra, ma una malattia dalla quale si deve guarire e si puo' guarire cominciando a dichiarare che non si e' piu' disponibili a contrarre alleanze, locali o generali, con l'IdV". Lo afferma Bobo Craxi, nel suo intervento al congresso PS.

«Prima passavo i sabati ad andare a trovare i miei collaboratori malati in ospedale, ora li passo con i miei legali, a preparare le udienze per contrastare i pm che mi attaccano». Silvio Berlusconi parla all’assemblea della Confesercenti e improvvisamente apre il capitolo giustizia. «I giudici ideoligizzati - spiega il presidente del Consiglio - sono una metastasi della democrazia».

Aggiungere qualsiasi commento a quanto ho sopra riportato mi sembra superfluo.

Io sto con il cancro.

mercoledì 2 luglio 2008

Bloggando qua e là...

Oggi sono andato a leggere cosa commentano gli altri, i commentatori filogovernativi. Perchè è sicuramente piacevole trovare le proprie idee rispecchiate a volte per intero, a volte parzialmente, nei blog che considero amici, ma così facendo si corre il rischio dell'autocompiacimento. Così ho spaziato, un po' qua un po' là a leggere quello che scrive laggente, quellaggente tanto invocata dai portavoce di regime, dai direttori delle testate che tanto amiamo.
E ne ho tratto fondamentalmente questa impressione.
Di sicuro è più che mai forte il culto della Berlusconipersonalità. Culto che si alimenta coi metodi che è lui stesso a suggerire. Con un passo in più fatto dagli elettori, che in molti sostengono di averlo votato NONOSTANTE fossero consci che nella sua storia professionale e politica ci fossero delle zone grigie, ma che in virtù del consenso elettorale le zone grigie possono essere tranquillamente bypassate consentendogli di governare per il BENE DEL PAESE.
Credo che in queste poche righe si concentri tutto ciò che dobbiamo conoscere:
Gli elettori di Berlusconi sono un passo avanti a lui. Lui giura sui suoi figli la propria innocenza, mentre LORO sono pronti a perdonargli le malefatte compiute.
Lezione da imparare: Non dobbiamo dimostrare loro che il loro leader è un delinquente. Lo sanno già e gli va bene così.
Indulto, amnistia, sospensione dei processi sono per loro mezzi attraverso i quali si persegue la bontà degli obbiettivi che il leader si è posto. Mali necessari dunque, ma sopportabili.
Al leader deve essere permesso di governare. Qualsiasi azione di impedimento rinforza sempre più la LORO convinzione che egli sia un perseguitato.
Il leader sta lavorando per il bene del paese.
E' la parte più debole di tutto il teorema, a mio avviso. L'unico fattore critico di successo di una iniziativa tesa a screditare il cavaliere.
I suoi sostenitori sono VERAMENTE convinti che stia lavorando nell'interesse del paese. Qui indottrinamento e lobotomia televisiva hanno ottenuto i risultati più alti.
Perciò credo sia opportuno concentrare l'azione di informazione critica sull'inutilità o sulla pretestuosità delle azioni di governo, smantellando poco a poco il castello di sabbia su cui si basa il suo operato. Un esempio per tutti. L'abolizione dell'ICI sulla prima casa. Il ritorno mediatico è stato molto forte. Perchè? Ovvio, nel budget familiare era già contemplata per il mese di giugno una uscita monetaria di 50, 100, 200, 300 Euro a seconda del caso. Improvvisamente quel denaro si è reso disponibile per altri usi. Ciò a livello emotivo ha un impatto forte, anche se razionalmente siamo tutti (forse non proprio tutti) persuasi che quel denaro ci verrà richiesto sotto altre forme, oppure non ci verrà reso in termini di servizi.
E' su questo tipo di apparenze che si basa la credibilità del cavaliere. Un altro esempio, la rinegoziazione dei mutui: Ti abbasso la rata del mutuo. WOW! Figata pazzesca, fa niente se te lo faccio durare uno, due, tre anni in più. Nel frattempo però ti rendo disponibile una quota di reddito maggiore, APPARENTEMENTE.
Insomma, è sulla sostanza delle azione di governo che bisognerà cercare di fare interventi critici che mettano in condizione anche i più fedeli di esprimere qualche dubbio, se si vuole mettere a nudo veramente l'inadeguatezza politica dell'attuale premier.
Sempre secondo la mia testolina malata....

martedì 1 luglio 2008

Matrix era solo un film

C'è un reato abnorme che viene di continuo consumato ai nostri danni da diversi anni a questa parte. Stanno violentando i nostri cervelli, ci stanno deliberatamente fornendo false informazioni per coprire con un velo di apparente gioia e serenità il torbido oceano di nefandezze che vengono quotidianamente perpetrate a danno nostro.
Ormai la menzogna vive di vita propria, si autoalimenta.
Non esiste più vergogna.
Il falso può essere liberamente diffuso senza tema di smentita.
Come su due rette parallele che mai si possono incontrare abbiamo una realtà virtuale condita a puntino da abili strateghi che ci convince ad accettare di buon grado cose che non più di trent'anni addietro non avremmo sopportato per un solo minuto. Sull'altra retta parallela abbiamo un sistema politico-economico che persiste impunito nel condurre a proprio vantaggio iniziative di utilità assoluta per se medesimo e di utilità zero per la grande maggioranza dei cittadini. I quali, anestetizzati da quantità debordanti di sedativi intellettuali, ingoiano fino a saziarsi e volgono gli occhi da tutt'altra parte generalmente alla ricerca di ulteriori overdose di distrazioni.
Siamo tutti sull'orlo di un immenso baratro, in un recipiente colmo di liquami che anche la perfida ultima goccia sembra non fare straboccare mai.
E stiamo per avvertire che ci manca il respiro.
Serve che suoni un allarme, un allarme forte, fortissimo, capace di scuoterci, in grado di squarciare il velo di apparente normalità che avvolge la violenza che di continuo stiamo subendo.
O rischiamo di finire in due possibili modi:
In coma farmacologico, storditi da televisioni che finiranno per inglobarci dentro di esse, o che forse lo hanno già fatto;
O nudi e infreddoliti, sgomenti di fronte a un mondo che ci apparirà nel suo immenso degrado se il velo si squarcia, incapaci di costruirci strumenti per ricominciare a costruire dalle macerie di quel che rimane.
C'è bisogno di rinascimento.
Nel senso più luminoso ed illuminato del termine.
C'è bisogno di uscire dal torpore.
Partendo dal basso, ricostruendo la comunicazione, non lo scontro, tra le persone.

Ma forse sono soltanto un illuso sognatore. E matrix era solo un film.

venerdì 27 giugno 2008

Meditazioni strampalate

Coinvolto dai commenti letti e scritti sui post pubblicati da diversi bloggers che leggo quotidianamente con piacere, ho pensato di riproporre questo mio post scritto nel 2007, nella speranza che qualcuno vi trovi degli spunti di riflessione.





"Siamo così diversi da chi ci governa?"

A volte penso che è troppo comodo considerare la nostra classe politica come qualcosa di completamente a se stante, qualcosa di diverso da noi, e giù a criticare, a giudicare, a inveire, a bestemmiare. Altrettante volte mi chiedo se gli uomini che la compongono siano poi così tanto diversi da chi li elegge.
Non voglio colpevolizzare nessuno, preso singolarmente. Credo nella buona fede di chi si indigna. Così come sono convinto che il politico di professione a certi livelli, ma non c'è bisogno per questo di diventare deputato o senatore, si trovi a vivere in uno strano luna park che è di fatto completamente scollato dalla realtà quotidiana dei comuni mortali, troppo occupati a mettere insieme il pranzo con la cena per non dedicare il poco tempo che resta al rimbambimento collettivo che ci viene quotidianamente regalato dal cosiddetto intrattenimento di massa.
Pensare è faticoso, pensare fa stare male, obbliga a confrontarsi, prima di tutto con se stessi. Quasi nessuno ha più voglia di farlo.
E' più comodo sopravvivere cambiando canale, drogandoci con l'elettronica di consumo, bombardandoci le orecchie con cuffie monoutente allo scopo di star soli, isolati.
Così su chat e commentari vari di blog e di siti siamo in milioni a scrivere. Ma quasi non siamo più capaci di parlare con i nostri genitori, con i nostri compagni, con i nostri figli...
Siamo così sicuri che la classe politica di un paese non sia che una immagine del suo elettorato.
Proviamo a guardare nelle nostre vite di tutti i giorni e a vedere se, in piccolo quanto vogliamo, non ci siano pensieri e azioni che assomigliano terribilmente a quelle tanto stigmatizzate poste in atto dai nostri governanti.
Non voglio difendere nessuno né offendere nessuno, sia chiaro. Ma più di una volta mi sono chiesto se non sia troppo comodo criticare chi abbiamo di fronte evitando accuratamente di guardarci ogni tanto nello specchio della nostra coscienza.
Domani mattina imponiamo a noi stessi di fare cinque cose carine per chi ci sta intorno senza aspettarci nulla in cambio..... Così, per cominciare una piccola rivoluzione...

mercoledì 25 giugno 2008

martedì 24 giugno 2008

C'è una domanda...

...che mi tormenta, ma mi tormenta proprio tanto.
Che informazioni, quali segreti nascosti, che incredibili verità devono essere tenute abilmente nascoste nei cassetti del centrodestra italiano per far sì che il centrosinistra, qui inteso come PD, venga costantemente tenuto sotto scacco e non sia in grado di fare una opposizione piena, decisa, senza compromessi, dura, trasparente e cristallina nei confronti della compagine governativa?
Se guardiamo alla storia politica degli ultimi quattordici anni ci accorgiamo senza tema di smentita che il centrosinistra ha giocato un ruolo di comprimario d'eccezione per il polo prima ed il popolo oggi delle libertà, financo a sostituirsi allo stesso nel portare a termine i disegni dallo stesso tracciati quand'anche si è trovato al governo.
Quale, mi chiedo senza trovar pace, quale è la chiave di volta di tale situazione?

Oh, altrimenti non si spiega eh....

Facci ci dà il tema di giornalismo...e io lo faccio!

Esercitazione per l’esame di giornalismo. Il candidato consideri che Silvio Berlusconi, dal 1993, è stato oggetto della seguente attenzione:
Firenze lo indaga per mafia: archiviata;
Palmi per massoneria: archiviata;
Milano per corruzione su verifiche fiscali: assolto;
per falso in bilancio legato ad acquisto calciatore Lentini: prescrizione, assolto;
stessa accusa per Fininvest: prescrizione, assolto.
Milano per spartizione pubblicitaria Rai e Fininvest: prescrizione, assolto;
per corruzione e falso in bilancio: assolto.
Per frode fiscale e appropriazione indebita e falso in bilancio per acquisto terreno Macherio: assolto e amnistia.
Palermo per associazione mafiosa poi derubricata in concorso esterno e riciclaggio: archiviata. Caltanissetta per concorso in strage per le bombe del 1993: archiviata.
Milano per falso in bilancio per l’affare Medusa, assolto;
per caso All Iberian, prescrizione;
anche per la gemella All Iberian 2, assolto;
su Sme 1 e Sme 2: assoluzione e archiviazione;
per falso in bilancio in affare Medusa: assolto;
per tangenti fiscali Telepiù, prescrizione, assolto;
per corruzione in atti giudiziari per il lodo Mondadori: prescrizione, assolto;
per diritti televisivi e corruzione del teste David Mills: in corso.
Roma per raccomandazione vallette Rai: in corso.
Ciò posto, il candidato ha 18 minuti per commentare l’ultimo editoriale di Famiglia Cristiana così titolato: «Berlusconi ha l'ossessione dei pm».
Filippo Facci

Egregio Dott. Facci, in diciotto minuti sono a malapena riuscito a mettere insieme due idee sul tema dell'esercitazione:
La prima idea: Berlusconi ha l'ossessione dei pm? No Dott. Facci, Berlusconi rifiuta a priori di vivere in un paese dove vigano delle regole, e, come i bambini capricciosi, quando i compagni di gioco lo fanno arrabbiare ricordandogli che le regole esistono, se ne va e porta via il pallone dicendo "è miiiooo, è miiiooo".

La seconda idea: Ma Dott. Facci, perchè fa tanta fatica per convincere i lettori de "il Giornale" che il loro idolo è in odore di santità ed è, al pari di Gesù Cristo, un povero perseguitato?
Loro ne sono già abbondantemente convinti. E' fatica sprecata...

O la pagano a battute?.......

E, detto tra noi, il suo pezzo è proprio scritto maluccio.

Foto: courtesy Stylosophy.it

sabato 21 giugno 2008

Fossi uno dei figli del premier...

Breve oggi, breve per notare una sola cosa. Leggo sul corriere della sera che per la quarta volta Berlusconi ha giurato sulla testa dei suoi figli di non avere nulla a che fare con le vicende di cui è imputato.
Meno male che ci tiene alla sua famiglia.
Fossi uno dei suoi figli, non andrei in giro troppo tranquillo...

mercoledì 18 giugno 2008

Così, tanto per prendere fiato

Mi rendo conto che di temi scabrosi da affrontare ce ne sono tanti, e che in tanti scrivete e lo fate meglio di me. Perciò oggi mi dedico ad una inezia, una goccia nel mare di merda che ci circonda e Dio sa se la marea non è sempre più alta.
La regione lombardia ha inviato ad un sacco di contribuenti una lettera in cui si dice che il destinatario non risulta aver provveduto al pagamento del bollo di auto o moto per un dato anno. Si dice anche che, qualora lo avesse invece fatto, deve, gentilmente, provvedere a contattare la regione stessa utilizzando un numero di telefono oppure inviando un fax ad un altro numero provando così di aver pagato.
Ebbene, i due numeri in questione sono degli 199. Pertanto paghi, e salato, il tuo dovere di informare la regione che si sta sbagliando perchè tu hai già pagato.
Chissà chi ha avuto questa brillante idea?
Chissà se per caso chi l'ha avuta riceve qualcosa in cambio da chi incassa i proventi dell'199?
Chissà perchè tutto continua a farmi sempre più schifo...
Non aggiungo altro. Mi sembra che basti.

lunedì 16 giugno 2008

Io, onestamente, comincio ad aver paura...

Il regime sta prendendo forma, corpo e vigore.
Sento traballare diritti e verità.
Percepisco silenzio e omertà che come coltri di nebbia si accingono ad avvolgerci.
Non distinguo con facilità i predatori da coloro che dovrebbero difendere noi, prede designate.
Colgo qua e là sprazzi di resistenza.
Vedo i leoni che sorridono mentre ci dicono di non aver paura, affilandosi i canini e gli incisivi.
Coi prezzi ci stanno mettendo in ginocchio, col manganello ci daranno il colpo, con edulcoranti show televisivi allieteranno la nostra lobotomizzata convalescenza.
Io, onestamente, comincio ad avere paura...

martedì 3 giugno 2008

Silenzio...

Ogni sera il mio ottuagenario papà ed io discutiamo di attualità, esprimiamo commenti sui fatti che la cronaca riporta. Da quando frequento la rete mi permetto di aggiungere ai commenti di grande diffusione, quelli della tv per intenderci, qualche voce fuori dal coro raccolta in internet o elaborata sulla scorta di tutto il materiale di informazione che solo in rete è disponibile.
Ebbene ho notato una cosa.
Fino a che di rete si parlava poco, quando una voce fuori dal coro riusciva a raggiungere il palcoscenico televisivo succedeva che in un contraddittorio fortemente sbilanciato la voce veniva confutata, coperta spesso di ridicolo, sminuita del proprio fondamento, magari anche messa a tacere. Comunque quel poco tempo in cui aveva avuto visibilità metteva in condizione l'osservatore arguto di trarre uno spunto di approfondimento. A prescindere dal risultato in ogni caso alla voce fuori dal coro veniva offerta una piccola opportunità per essere ascoltata e valutata.
Ora, da qualche tempo a questa parte, ho notato che la situazione è cambiata.
La confutazione non esiste più.
I mezzi di manipolazione di massa probabilmente hanno compreso e fatto propria una nuova strategia che rischia di essere vincente. Hanno capito che se si confuta qualche cosa, per il fatto stesso di confrontarsi con il pensiero diverso, lo si carica di potenziale autorevolezza e credibilità. Hanno perciò valutato che è preferibile non confutare un bel niente e passare il tutto sotto silenzio. O meglio, io la cosa te la faccio anche dire, ma non sto a perdere tempo a dimostrarti che è sbagliata. Molto più semplicemente ci passo sopra, la copro con altri discorsi, la faccio scivolare via nel corridoio di uscita del disinteresse. Se non ci costruisco sopra una polemica, stai tranquillo che sarà molto più facile che, passato qualche minuto, nessuno si ricordi più che cosa è stato detto.
Così per le notizie. Me ne sono accorto oggi cercando tracce della sentenza del consiglio di stato in merito alle concessioni a Europa Sette. Difficilissimo trovare qualche cosa senza imbarcarsi in ricerche piuttosto laboriose. Come una dimostrazione non richiesta: molto meglio passare sotto silenzio l'intera vicenda, non tornarci più sopra, pensare che ci sono questioni più importanti ed urgenti. In pratica una verità palese che nessuno si degna di sconfessare, accompagnata dall'informazione-manipolazione che all'unisono sostiene una tesi diversa senza citare mai la verità scomoda allo scopo di demolirla, diventa da sola una verità-non verità frutto della follia di chi la sostiene, perché non è possibile che le cose stiano così se tutti, ma proprio tutti si comportano come se non la avessero nemmeno sentita.
Perché le bugie hanno le gambe corte, ma più le racconti e più le gambe crescono. E a te il naso. Ma poi con una rinoplastica zac, te lo fai accorciare...
Tutto questo rende molto più difficoltosa la vita al commentatore polemico costruttivo. Perché deve imparare ad essere paziente e arguto. Deve imparare a costringere l'avversario alla confutazione. Deve diventare aggressivo senza però innescare la lite. E mettere in scacco l'interlocutore facendogli saltare lo schema del silenzio.
E allora zitti zitti non riflettere non discutere...

Cercare di capire...

IL CONSIGLI DI STATO BOCCIA MEDIASET MA RINVIA A MINISTERO
(sintesi Reuters delle 4 sentenze del Consiglio di Stato)


Il Consiglio di Stato ha emesso sabato scorso 4 sentenze sul caso, consultabili da oggi sul suo sito. La principale di queste respinge il ricorso di Rti (Mediaset) contro una sentenza del Tar del 2004 che dava ragione a Europa 7 contro una nota interpretativa del ministero che rinviava l'assegnazione delle frequenze analogiche ad un "piano nazionale delle frequenze" da emanare di concerto con l'Autorità per le comunicazioni. Secondo il Tar era compito del ministero assegnare le frequenze per rendere operativa la concessione della licenza a trasmettere oppure di revocare la stessa licenza.

La suprema corte amministrativa ora rinvia al ministero l'ottemperanza di tale obbligo al quale si aggiunge il rispetto della sentenza della Corte Ue alla quale il Consiglio di Stato aveva nel frattempo posto le questioni di cui sopra.

Un'altra sentenza emessa sempre sabato boccia anche un ricorso di Europa 7 contro la stessa sentenza del Tar nella parte che dichiarava valido il titolo abilitativo provvisorio a trasmettere concesso a Rete4 dal ministero nel '99, ai tempi sempre del governo D'Alema.

In sintesi: il governo ha concesso a Europa 7 una licenza a trasmettere, ma non ha poi provveduto subito a concedergli anche le frequenze in attesa di un piano nazionale delle frequenze non approntato né dal governo D'Alema né da quelli successivi.

Nel frattempo, nel 2004, è intervenuta la riforma Gasparri in alcuni aspetti giudicata dalla Commissione Ue contraria alla normativa comunitaria compreso il nodo della differenza fra concessione della licenza e concessione delle frequenze.

Ora tocca al ministero rispondere alle varie eccezioni sollevate.

Traduzione de "Il Giornale"

«Rete 4 va avanti tutta». Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è soddisfatto della sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso in appello di Europa 7 contro la sentenza del Tar Lazio nella quale si dichiarava «inammissibile e irricevibile» il ricorso di primo grado volto all’annullamento dell’autorizzazione alla radiodiffusione tv di Rete 4.
L’emittente del gruppo Mediaset, ha aggiunto Confalonieri nel corso del Festival dell’Economia di Trento, «non è mai stata in dubbio, come abbiamo sempre sostenuto». La battaglia parlamentare sulla questione, quindi, è una «batracomiomachia», una contesa inutile. «Il signor Di Pietro ha cavalcato una causa che sapeva non essere nei termini che diceva», ha puntualizzato Confalonieri rispondendo anche a uno spettatore che lo contestava. «Berlusconi - ha detto - è proprietario solo di un terzo di Mediaset che per due terzi è dei fondi di investimento. Si può dire che non vada bene che uno faccia il presidente del Consiglio e abbia quote in una tv, però gli elettori hanno votato per tre volte questo signore».
Ma Antonio Di Pietro non ha rinunciato al ruolo di ultimo paladino dell’antiberlusconismo militante. «Ecco la ragione per cui Berlusconi voleva in fretta e furia inserire nel decreto l’emendamento “salva Rete 4”. Sapeva che di lì a qualche giorno poteva uscire la decisione che riconferma e impone al governo italiano di adeguarsi alla sentenza dell’Europa per la redistribuzione delle frequenze televisive. In un Paese normale, solo per questo fatto, sarebbe stato chiesto l’impeachment per il presidente del Consiglio», ha dichiarato il leader Idv.
I fatti anche questa volta non paiono dargli ragione. E non solo perché il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso dell’emittente di Francesco Di Stefano, ma anche perché i giudici di Palazzo Spada, relativamente ad altri ricorsi, hanno stabilito che è il ministero dello Sviluppo economico a doversi pronunciare sull’assegnazione delle frequenze in base a quanto sancito dalla Corte Ue lo scorso gennaio con la sentenza nella quale si metteva in luce la mancanza di «criteri obiettivi e trasparenti» per la loro attribuzione.
«Il ministero da me rappresentato - ha assicurato il sottosegretario Paolo Romani titolare della delega alle Comunicazioni - si muoverà non appena le motivazioni della sentenza avranno chiarito i termini esatti della questione e lo farà in coerenza con quanto richiesto dall’Europa». Romani, sottolineando come sia stata chiusa «l’annosa questione» di Rete 4, non si è pronunciato su un’altra decisione del Consiglio di Stato, ovvero il rinvio all’udienza del 16 dicembre 2008 per l’esame di merito della domanda di risarcimento di Europa 7 che è stata parzialmente accolta (in origine l’emittente di Di Stefano chiedeva 2 miliardi in caso di ottenimento delle frequenze e 3 miliardi senza; ndr). Respinto, invece, il ricorso di Di Stefano relativo a 7 Plus, tv «bocciata» nella gara indetta dal ministero delle Comunicazioni nel 1999. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha invece annunciato per martedì prossimo l’insediamento di una commissione tecnico-giuridica per dar seguito alla sentenza del Consiglio di Stato resa nota ieri.

Nota dell'autore di "Gentilezza"


Dalla mia poca, pochissima, cultura in tema di giustizia deduco:

- Che in Italia è lecito dire tutto e il contrario di tutto con eguale autorevolezza, se ci si chiama Confalonieri e si ha un microfono amico di fronte alla bocca. (Ovviamente non solo il cognome Confalonieri vale come pass all area per dire quel che si vuole)

- Che al di là di come finirà la questione alcune conseguenze sono già segnate:
Se a Europa 7 andrà un lauto risarcimento, lo pagheremo noi;
Se l'Italia subirà una sanzione, la pagheremo noi;

- Che sarà anche un argomento meno importante rispetto ad altri quali la monnezza, la camorra, la mafia, le famiglie che non tirano fine mese, la benzina e il gasolio a tremila lire al litro e chi più ne ha più ne metta... Ma c'è un filo, anzi un cordone grosso ruvido e nodoso che lega tutte queste tematiche. E com'è come non è ci passa sempre attraverso, a noi intendo.

E brucia, Dio mio come brucia...



Ed ora basta parlare di rete4, che c'è da fare il nuovo Cda Rai...


mercoledì 28 maggio 2008

Lo Stato ha condonato i propri Monopoli!

Questo post è stato pubblicato da Generazione V. Mi sono permesso di copiarlo e incollarlo sul mio blog affinchè chi mi viene a trovare abbia modo di leggerlo.

http://generazionev.blogspot.com/



Dal Secolo XIX:

1 ottobre 2007

«C’è il mio impegno: non ci sarà alcun condono tombale». Parola di Romano Prodi che dopo mesi di pressing così rispose finalmente alla lunga inchiesta del Secolo XIX (le tappe in sintesi) sui 98 miliardi richiesti dalla Corte dei conti alle società concessionarie delle slot machine.

14 maggio 2008
SILENZIO generale. L’accordo è stato siglato, ma nessuno se n’è accorto. I Monopoli e le società concessionarie delle slot machine hanno firmato la nuova convenzione. Il punto chiave? Non è prevista alcuna penale in caso di tardato pagamento del Preu (Prelievo Erariale Unico), la tassa del 12 per cento sulle cifre incassate. In parole povere: se le società non pagheranno per tempo l’imposta prevista per ogni giocata... non succederà niente. È stata di fatto abolita la sanzione che aveva portato la Corte dei Conti a chiedere alle società concessionarie (ma anche ad alcuni funzionari dei Monopoli, tra cui il numero uno, Giorgio Tino) il pagamento di oltre 90 miliardi di euro di cui ha parlato il Secolo XIX in una lunga inchiesta.

Per il futuro non sarà prevista alcuna sanzione, quindi. Proprio quello che desideravano le concessionarie. Ma questo, forse, è il meno. La nuova convenzione potrebbe privare lo Stato degli oltre novanta miliardi richiesti dalla Corte dei Conti. Una fonte del Secolo XIX lo aveva previsto chiaramente: «Se fosse abolita la sanzione per il futuro, probabilmente anche le somme richieste per il passato sarebbero cancellate o almeno rimodulate».

Che cosa significa? Quasi certamente decine di miliardi di incasso in meno per i Monopoli. Ma non basta. Le società segnano un altro punto a loro favore: Amedeo Laboccetta, figura di spicco di Alleanza Nazionale in Campania, è stato eletto alla Camera. Bene, Laboccetta è il legale rappresentante della Atlantis, la società concessionaria di slot-machine che più di ogni altra sarebbe debitrice allo Stato: 31 miliardi e mezzo di euro, l’equivalente, per intendersi, di sei volte il Pil di una nazione come lo Zimbabwe.

Adesso, visto che gli stessi Monopoli hanno rinegoziato le penali, le nuove convenzioni potrebbero spalancare le porte a un clamoroso colpo di spugna. Del resto l’ipotesi era emersa chiaramente quando molti protagonisti dello scandalo slot-machine erano sfilati davanti alle commissioni parlamentari. Maggioranza (allora centrosinistra) e opposizione (centrodestra) avevano sostenuto le ragioni delle concessionarie. L’ex vice-ministro dell’Economia, Vincenzo Visco, si era rifiutato di fornire una qualsivoglia spiegazione dell’accaduto ai cronisti del Secolo XIX: «Con voi non parlo perché non mi siete simpatici», aveva liquidato la questione.

Il nuovo testo della convenzione è il risultato dell’intesa raggiunta tra Aams e i Concessionari ed è il frutto di un confronto tra le parti, sottoscritto nelle settimane scorse. Un accordo importante, importantissimo per il mondo del gioco, ma anche per le casse dei contribuenti. Eppure nessuno, o quasi, ne ha saputo nulla.


Liberamente tratto da un articolo del Secolo XIX

martedì 20 maggio 2008

Ricominciamo.......

MILANO (Reuters) - L'avvocato del premier Silvio Berlusconi, il deputato del Pdl Niccolò Ghedini, ha negato oggi che il suo cliente intenda approfittare di una norma che permette di chiedere a posteriori il patteggiamento e che dovrebbe essere approvata domani dal Consiglio dei ministri insieme al decreto sicurezza.

La norma ha sollevato critiche dall'opposizione, che ha accusato Berlusconi di aver utilizzato il contenitore del pacchetto sicurezza per inserire una regola "ad personam" che potrebbe tornargli utile nell'ultimo dei processi in cui il premier è imputato davanti al tribunale di Milano con l'accusa di corruzione in atti giudiziari dell'avvocato britannico David Mills.

"E' una pazzia, nessuno dotato di un minimo di buon senso può pensare che vogliamo patteggiare (nel processo Berlusconi-Mills)", ha detto oggi Ghedini ai cronisti. "Vogliamo che Berlusconi venga assolto. Dire che questa legge è praticamente fatta ad hoc per noi è una speculazione politica indecorosa", ha aggiunto l'avvocato del premier.

La norma, contenuta nel decreto sicurezza che sarà approvato domani durante una seduta del Consiglio dei ministri che si terrà a Napoli, prevede la possibilità per chi è imputato per reati commessi prima del 31 dicembre 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se richiedere il patteggiamento, anche qualora il processo sia già in fase avanzata di dibattimento.


DOMANDA: ALLORA PER CHI E'?

giovedì 15 maggio 2008

Una sensazione...

Non vorrei essere profeta ma nella mia mente si è materializzato uno scenario che ritengo si possa in futuro realizzare nel palcoscenico politico del nostro paese.
Basandomi su quanto mi è stato possibile analizzare delle strategie poste in essere dai vari attori politici rappresentati nell'attuale parlamento ho la seguente impressione:
Il popolo della libertà ha un idem sentire piuttosto forte nel suo asse Forza Italia - AN;
Non vedo la stessa coesione con la Lega;
Credo che in alcuni contesti Berlusconi metterà la Lega in condizione di dissentire, in quanto non credo che sarà data la precedenza che la Lega si attende ai contenuti del proprio programma elettorale;
La Lega sarebbe in grado, come lo fu in passato, di mettere in crisi il governo.
Ebbene credo, e in un certo senso temo, che Berlusconi stia coltivando (e probabilmente abbia cominciato a coltivare già in campagna elettorale) un rapporto subdolo con il PD che in eventuali momenti di crisi dell'esecutivo possa rappresentare un autentico asso nella manica del Cavaliere. Ovvero, dove mancasse l'appoggio della Lega il PDL potrebbe per incantesimo trovare i voti del PD a fargli da salvacondotto. Con sommo rammarico della Lega, suppongo.
E' da questo scenario che mi appare evidente il ruolo fondamentale e strategico che assume l'opposizione trasparente e per nulla ipocrita che sta dichiarando L'Italia dei Valori di Di Pietro.
Di Pietro sta assumendo una grande responsabilità: Di opposizione all'asse di governo uscito vincitore dalle elezioni; E di garanzia su un atteggiamento politico sensato e a prova di "inciucio" dell'asse che è uscito dalle elezioni sconfitto. E il PD deve capire che si sta giocando ogni possibilità di sopravvivenza, perché se non dovesse fare in modo che siano risolte importanti questioni (informazione e TV, conflitto di interessi, Leggi per gli amici degli amici...) allora ci sarebbe Italia dei Valori a non lasciare passare impuniti o peggio sconosciuti tali comportamenti.
Come si vede, se questo scenario è plausibile, il ruolo di Italia dei Valori è fondamentale, più di quanto i suoi numeri in parlamento possano apparire.
Per questi motivi credo che tutti i cittadini abbiano, a prescindere dalla propria appartenenza politica, il dovere di sperare che Di Pietro e i suoi mantengano la posizione che in questi giorni stanno delineando. Perché è una garanzia che in Italia si facciano gli interessi dei cittadini tutti, e non dei gruppi di potere consolidati. Sempre loro e sempre quelli.

martedì 13 maggio 2008

A volte non capisco...

Quando si parla con le persone, singolarmente o in piccoli gruppi, è difficile non trovare accordo su una grande quantità di temi di attualità. Ho modo, anche per il lavoro che svolgo, di entrare in contatto con una discreta quantità di persone e, fatta eccezione per quelle poche che per profondo disinteresse o per pigrizia mentale non sentono la necessità di costruire per se stessi una capacità di giudizio che vada oltre l'aspetto di superficie delle cose, trovo spesso nelle persone con cui parlo una certa affinità quantomeno nella ricerca di comprendere le cose di cui si parla,se non addirittura nella capacità di individuare soluzioni ai problemi.
Capita anche di incontrare e confrontarsi con persone le cui idee manifestano in modo allarmante la scarsità del livello di informazione a cui tutti possiamo accedere. I giudizi risultano quindi costruiti molto spesso su basi distorte e per questo motivo si rivelano poi fuori luogo. E a questo proposito si potrebbero scrivere parole su parole a testimonianza dell'inquinamento che contamina le informazioni che ci vengono messe a disposizione.
Ho ancora la sensazione che però, nei discorsi affrontati senza ardore e con la serenità del dialogo, nelle persone domini ancora prevalentemente un istinto basato sul buon senso.
Il buon senso sembra venir meno quando al singolo si sostituisce il gruppo, al gruppo la massa.
Quanto più si allarga l'insieme all'interno del quale il confronto si svolge, tanto più alle considerazioni del singolo, basate su buon senso e capacità individuale di assumere informazioni verificate sull'oggetto della discussione, si sostituiscono visioni generaliste indotte da altri soggetti che si autodefiniscono leader.
E si va così ad assottigliare sempre più la capacità di esprimere idee proprie figlie di propri ragionamenti.
Il più delle volte la serenità del dialogo lascia spazio alla litigiosità della disputa e il muro che si crea tra le diverse correnti di pensiero si erge sempre più alto.
Venendo meno la serenità viene meno anche la capacità di mantenere il tono del confronto e molto spesso la disputa si trasforma in lite. E la qualità dei risultati ne esce ovviamente massacrata.
In molti casi poi la sensazione di nulla potere contro gli argomenti portati con prepotenza dai leader, in virtù anche di una autorevolezza di cui non si conosce magari nemmeno l'origine, induce ad abbandonare la disputa per sfinimento. O più semplicemente perchè nel bilancio delle attività da svolgere ci si accorge che si stanno distraendo troppe risorse che dovrebbero essere invece impiegate nel disbrigo di altre incombenze.
Ed è così che si assiste alla triste chiusa delle discussioni con frasi del tipo "ma tanto le cose non cambieranno mai" o "ma noi che non contiamo nulla cosa vuoi che otteniamo a dire la nostra" o ancora "da che mondo è mondo son sempre gli stessi a decidere".
E per il singolo il risultato di una mezzora spesa impegnando la parte pensante del cervello a creare idee e a confrontarle con quelle altrui si risolve con una grande fame di evasione, di distrazione, di tranquillizzante normalità.
Credo che sia proprio su questo appetito che si regge il delicato equilibrio di coloro che decidono le nostre vite.