domenica 19 dicembre 2010

Auguri

Non siete felici.
Dai, ammettetelo, non lo siete.
Anche se per sembrare famiglie vi rinchiudete dentro le vostre scatole di latta da cinquantamila euri che finirete di pagare nel duemilaeventi, e con quell’aria imbronciata di chi non c’ha la minima voglia, vi andate a rinchiudere in uno di quei centri commerciali sparsi un po’ ovunque dove d’estate fa fresco e d’inverno fa calduccio.
E non importa se per arrivarci vi fate quella mezzora di coda sulla superstrada insieme ad altre centinaia di famiglie non felici come voi, rinchiuse in scatole di latta come la vostra, ansiose come voi di arrivare nella moderna piazza dove tutte le famiglie si assembrano e si perdono, calda d’inverno, fresca d’estate.
Poi consumate la vostra personale battaglia a chi trova prima il parcheggio, nei sotterranei freddi di quella moderna piazza che gioca con le vostre esistenze e con il vostro portafoglio pochi metri sopra le vostre teste.
E finalmente entrate nel magico mondo di compratutto, come novelli bambini eccitati la mattina di natale, ansiosi di scartare i pacchi sotto l’albero, irrequieti di fronte al nuovo gioco.
E cominciate a girare come ossessi a riempire i vostri occhi e i vostri carrelli delle cose colorate, luminescenti, brillanti e tecnologicamente all’avanguardia che da qualche anno a questa parte hanno preso il posto dei sentimenti nella vostra misera e svuotata esistenza. Dopo cinque minuti non vi ricorderete più nemmeno che cosa avete acquistato, dopo qualche giorno la noia avrà avuto il sopravvento e dovrete tornare nel magico mondo di compratutto per alimentare quel verme solitario che vi sta devastando con nuovi mirabolanti straordinari orpelli.
Non sapete più godere di un sorriso.
Non sapete più essere gentili.
Non sapete più regalare un emozione, chè con la carta di credito non la si può acquistare.
E’ Natale, ma non sapete più che cos’è un dono.

Della notte di Natale da bambino ricordo più di ogni altra cosa l’attesa. Il gusto dell’aspettare che albeggiasse, che papà e mamma si svegliassero per potere andare insieme ai piedi dell’albero e rimanere stupito, felice ed eccitato di fronte ai regali che aspettavano di essere aperti.
Della mattina di Natale ricordo precisamente un senso di tristezza da cui venivo colto appena passata la buriana dell’apertura dei pacchetti, quando in me si faceva spazio un pensiero rivolto alla mia felicità di quel momento e all’infelicità di chi in quel momento era più sfortunato di me. Il senso di impotenza nel permettere ad altri di godere della stessa grazia di cui in quel momento stavo godendo io mi ha colto per tanti anni, sempre nello stesso modo. E mi ha salvato, credo. Perchè forse ha fatto di me un uomo migliore, perchè mi ha permesso di cogliere nelle cose il concetto della fatica, del sacrificio, della fortuna. Perchè ha permesso al mio cuore di non diventare freddo e insensibile.
Bisogna che impariamo di nuovo a regalare emozioni.
C’è bisogno di non avere più paura di piangere.
C’è bisogno di non avere più paura di ridere.
C’è bisogno di non avere più paura di dire ti voglio bene.
C’è bisogno di fermarsi un attimo, guardare negli occhi delle persone che amiamo, e finalmente ricominciare a comunicare.

Buon Natale.

mercoledì 17 novembre 2010

Maroni.....

Trovo fuori luogo l'indignazione del ministro Maroni e la levata di scudi di tutti gli esponenti della Lega seguita alla puntata di Lunedì di "Vieni via con me".
La trovo strana perchè la provocazione sembra aver sfiorato un nervo assai sensibile.
E altresì trovo che sia ora di finirla con il trito e ritrito argomento "Maroni da ministro ha fatto tanto, tantissimo nella lotta alla criminalità organizzata".
E no, signori miei. Maroni ha fatto probabilmente il suo dovere di ministro, ma ha avuto la fortuna di trovarsi in un momento di congiuntura favorevole in cui decine e decine di indagini, portate avanti da una magistratura tanto valorosa quanto vituperata e continuamente svilita, hanno dato i loro risultati. E ha avuto la fortuna di potersi avvalere di forze dell'ordine che, sebbene continuamente impoverite di mezzi e risorse, hanno con notevole sacrificio posto in atto quelle misure necessarie affinchè le indagini si concretizzassero in provvedimenti.
Non si può neanche lontanamente pensare che il merito dei successi nella lotta alla criminalità si possa attribuire ad un ministro o ad un governo. Ciò è demagogico e denuncia una superficiale conoscenza delle procedure e degli iter lunghissimi che le indagini devono seguire. Governo e ministeri hanno semmai il dovere di governare la cosa pubblica in modo tale che non vengano meno le condizioni in cui un sistema strutturato di Leggi, una valida magistratura inquirente e sinergiche forze dell'ordine portino a casa risultati di pregio.
La questione andrebbe perciò posta a mio avviso in altri termini.
Si può forse pensare che provvedimenti legislativi come lo scudo fiscale, il lodo Alfano, la Legge Cirielli, il processo breve, il legittimo impedimento, solo per citarne alcuni, realizzati e non, concorrano a migliorare le condizioni in cui si possa esercitare una valida lotta alla criminalità?
In questo ambito, si, l'esecutivo è determinante. E le conseguenze di tutte quelle Leggi intrinsecamente criminogene che in questi anni hanno visto la luce determineranno gli scenari di crescente ingiustizia che, se le cose non cambiano rapidamente, vivremo nei prossimi anni.

mercoledì 8 settembre 2010

Commentario 8/9/10

Plaudo all'iniziativa delle opposizioni segratesi, unite Udc a parte (ma c'è forse da stupirsi?) in merito al Piano di Governo del Territorio. Un documento che il governo della città sta procedendo ad elaborare nel silenzio assoluto, coinvolgendo per nulla popolazione e realtà produttive, se non nei meri termini imposti dalla legge. Plaudo al tentativo di porre sotto gli occhi di tutti le direttive che questo governo vuole dare all'urbanistica cittadina. Plaudo al primo obiettivo, cioè permettere di conoscere. E plaudo al secondo, contrastare con quante più forze disponibili il progetto di scempio che del nostro territorio si vuole fare.
Sono felice che gli elettori possano verificare ciò che gli eletti hanno loro promesso in campagna elettorale e verificare quali azioni stiano ponendo in essere per tenere fede agli impegni assunti. E' una verifica di coerenza, di fiducia. Perchè i consiglieri della Lega non spiegano ai loro elettori come si concilia ciò che hanno sostenuto in campagna elettorale con l'appoggio che stanno fornendo all'unico PGT della zona che prevede nuovi insediamenti e nuove costruzioni, con indici di occupazione del territorio che superano addirittura quelli indicati da Regione e Provincia, peraltro dello stesso colore politico di chi ci governa.
Perchè il Sindaco Alessandrini non ci spiega come si concilia il trend di ampliamento delle aree da edificare con le difficoltà nella realizzazione delle opere già in corso e con la vendità degli immobili già costruiti e in costruzione? Dove sono quelle migliaia di persone che nelle parole dei nostri governanti fanno la fila per acquistare immobili nel nostro comune?
Quello che vediamo noi sono cantieri che procedono a rilento e tra mille difficoltà, ridimensionando di volta in volta la consistenza dei quartieri che intendevano realizzare. Santa Monica dice niente?...
Quello che osserviamo noi sono uffici vendite che languono in attesa dei famigerati futuri cittadini di Segrate che, almeno per ora, non sembrano essere affrettati nel procedere ai loro acquisti.
Tutto quanto detto, solo per fare una valutazione meramente economica della situazione. La questione ambientale, che dovrebbe avere un ruolo dominante nelle decisioni da assumere, non la tocco neanche. Non perchè me ne disinteressi, tutt'altro, ma solo perchè a questo mondo nulla si muove se non per denaro. E gli alberi non hanno portafoglio.
Cosa nasconde perciò la tendenza che questo governo vuole imprimere all'urbanizzazione della città? Forse un grande bisogno di soldi? E si spiegherebbe, visto che il governo centrale, che tanto fa per il federalismo tanto caro alla Lega, come prima azione del suo operato eliminò l'unica imposta realmente federale presente nell'ordinamento fiscale del nostro paese, l'ICI. E i federalisti leghisti non mossero un dito per opporsi a tale iniziativa. Questo provocò un forte ridimensionamento delle entrate dei comuni. Da questo sicuramente può nascere un dissesto finanziario. Che il nostro governo lo voglia coprire con il ricorso ad entrate da oneri di urbanizzazione? Plausibile, a mio avviso.
Che ci siano poi una serie di promesse fatte a cui bisogna tener fede? Altrettanto plausibile.
Allora non ci racconti il nostro Signor Sindaco che per avere più verde firmerebbe anche sua madre e che poi va spiegato anche il resto, ma venga LUI a spiegare per filo e per segno ai cittadini cosa vuole fare della LORO città, che, mi piace ricordargli, non è soltanto sua.

mercoledì 14 luglio 2010

Commentario 14/7/10

Leggo e traggo spunto da Segrate in Folio, il più diffuso quotidiano locale, per cercare di fare un po' di chiarezza anzitutto nella mia mente sull'evolversi della vita politica cittadina.
Mi colpisce la dura presa di posizione della Lega nei confronti del Pd nello sviluppo di una polemica di cui mi sono perso lo spunto. Trovo però buffo che la Lega, mentre rimprovera il Pd locale per la svolta nella passata legislatura che lo condusse ad appoggiare la giunta Alessandrini nella vicenda legata al centro commerciale, svolta per la quale ritengo abbia già abbandantemente pagato il dazio, rivendichi la propria azione nella salvaguardia del territorio dalla cementificazione selvaggia. Il Piano di Gestione del Territorio che ci è stato presentato sembra di tutt'altro tenore, e ciò non manca di destarci pesantissime preoccupazioni.
Le dichiarazioni leghiste fanno anche a pugni con l'esito delle votazioni sulla mozione presentata dai consiglieri del Pd locale in tema di acqua pubblica: La mozione che chiedeva una forte sensibilizzazione da parte del consiglio comunale su principi basilari concernenti la natura pubblica del bene acqua e della sua gestione è stata infatti bocciata con ripetuto e quasi unanime voto dei consiglieri della compagine di governo, fatta eccezione per il consigliere Seracini (Pdl) che si è allontanato dall'aula al momento delle tre votazioni. E così un altro cavallo di battaglia della campagna elettorale leghista si è azzoppato.
Sulle dichiarazioni del Sindaco in merito alle polemiche scaturite dalla precedente seduta di consiglio preferirei evitare i commenti anche se mi corre l'obbligo di rimarcare come l'opinione che si ricava assistendo alle sedute in occasione di interrogazioni e interpellanze sia quella di una posizione di chiusura da parte del primo cittadino, nonchè di consumata abilità nello spostare le tematiche dal terreno delle domande che gli vengono poste a quello delle non-risposte che egli concede. Resta comunque il biasimo per affermazioni gravi come quelle profuse nella precedente seduta ("rispondo quando e come mi pare...").
Anche in tema di BRE.BE.MI non si può dire che il primo cittadino abbia dato soddisfazione ai quesiti che gli sono stati posti. In particolare, pur valutando positivamente, per quanto possibile, alcuni aspetti migliorativi che sembrano emergere dagli sforzi profusi, resta nebbia fitta su quali fossero le reali possibilità di intervento nelle decisioni e sulle modalità attuative della viabilità di collegamento alla BRE.BE.MI. in fase preliminare. Non si capisce del tutto se ci fossero tavoli ai quali sarebbe stato possibile sedersi e far valere le proprie ragioni, e se tali tavoli, se c'erano, siano stati frequentati al momento opportuno dal governo della città. Le esperienze di comuni a noi confinanti alimentano i dubbi in merito e, lungi qui dal voler sputare sentenze, le domande continuiamo a porcele (e a porgerle a chi di dovere).
Un ultimo commento, di colore in un certo senso, va su poche righe apparse in ultima pagina. Righe di rettifica chieste da Berardinucci, segretario cittadino e capogruppo di IdV. Rettifica sul ruolo di leader all'interno del gruppo consigliare di Italia dei Valori.
Berardinucci, ma ce ne era proprio bisogno?
Mi costa tanto muovere critiche al movimento in cui mi identifico, ma non posso astenermi dal considerare inutile e controproducente la posizione assunta e rimarcata dal nostro segretario cittadino. Si poteva tranquillamente evitare.

martedì 13 luglio 2010

Giù la maschera

Da un'intervista rilasciata dall'attuale Sindaco di Segrate Adriano Alessandrini a Milano Today, 9 marzo 2010:
“Per quanto riguarda il recente decreto Ronchi, che dispone il passaggio ai privati della gestione dell'acqua pubblica, lei come si colloca e come intende agire?
Sono contrario e faccio un discorso "campanilistico": Segrate è una realtà di eccellenza e non vogliamo l'efficienza del privato coinvolga determinati servizi pubblici. Nel momento in cui altri servizi pubblici, in altri luoghi, sono diventati "imprenditoriali", non ci sono stati grandi vantaggi: un pubblico come il nostro è intelligente e dà un servizio efficiente, magari a volte perdendoci, ma facendo solo ed esclusivamente l'interesse dei cittadini. Non vogliamo che si perda un servizio pubblico, che l'acqua deve necessariamente avere. Poi magari l'applicazione delle circolari del decreto sarà diversa, ma dovranno esserci salvaguardie per i cittadini… A naso, pur essendo liberista, ho qualche perplessità."

La posizione della Lega Nord sul tema dell'acqua pubblica è nota, tanto da aver provocato più di qualche dissapore tra la posizione assunta dai sindaci leghisti, contrari al decreto Ronchi, e i vertici "romani", in qualche modo vincolati a fornire il proprio appoggio allo stesso decreto.

Ebbene, questa sera, anzi questa notte, in consiglio comunale si è votata la mozione proposta dal PD segratese che di sotto si riporta per intero:

SEGRATE, 5/05/10
Al Presidente del Consiglio Comunale di Segrate
Sig. Luciano Zucconi

Visto il T.U.E.L, lo Statuto Comunale e l’art. 47 del Regolamento Comunale vigente, si presenta la seguente
MOZIONE
Da iscriversi all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale dedicato alle mozioni.
Oggetto: Acqua pubblica

L'acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi;
L'acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell'umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, che appartiene a tutti;
Il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve quindi essere garantito a tutti come un servizio pubblico;
L'accesso all'acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale. Questa vera emergenza democratica è un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale, sia a livello nazionale e internazionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SEGRATE SI IMPEGNA A:

- riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso
all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
- a riconoscere inoltre l’accesso all’acqua potabile come un diritto umano fondamentale che non deve essere assoggettato a norme di mercato;
- confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà e principi di efficienza, efficacia ed economicità che sappiano garantire servizi di qualità, un ambiente sostenibile, diritti per i cittadini e per i lavoratori a tariffe eque;
- riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D. Lgs. n. 267/2000;
- affidare alla Conferenza dei Capigruppo lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegna alla stessa il termine di gg. 30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale;

ED IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A:
1. Promuovere ulteriormente nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica attraverso un’informazione continua rivolta alla cittadinanza relativamente agli importanti aspetti ambientali e gestionali di questa risorsa
2. Aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene
Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni.
3. Sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:
sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso
a) informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità per la quantità giornaliera di acqua minima indispensabile alla vita della persona;
b) proposta di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di
costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale.

4.Trasmettere il provvedimento al Presidente della Regione Lombardia affinché sia avviato il ricorso presso la Corte Costituzionale su quanto previsto dall’art. 15 del D.L. n. 135 del 2009.

5. Trasmettere il provvedimento all’A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale) e a tutti i Sindaci del suo ambito.

Partito Democratico
Barbara Bianco
Silvia Carrieri
Pietro Cattorino
Giuseppe Ferrante
Manuela Mongili
Liliana Radaelli


La mozione, a seguito di lungo, sterile e polemico dibattito, centrato perlopiù su una ardita rampicata sugli specchi che verteva sulle decisioni prese in commissione e in conferenza capigruppo circa la opportunità di ritirare e ripresentare in una forma diversa (ma pare di capire dal medesimo contenuto) è stata proposta alla approvazione per punti.
L'esito, ripetuto uniformemente nelle tre votazioni tenutesi è stato:

14 CONTRARI 9 FAVOREVOLI

La mozione è stata respinta.

Così, elettori Segratesi, si comportano i vostri eletti al governo della città.

SIETE CONTENTI?

giovedì 27 maggio 2010

Aggiornamento

Forse grazie alle numerose segnalazioni in rete, questa mattina hanno fatto la loro comparsa i manifesti di cui si parla qui sotto.

mercoledì 26 maggio 2010

Prove di democrazia poco partecipata



Si noti bene che:
Oggi, 26 maggio, in giro per la città non c'è ombra di questo avviso nei luoghi abituali di affissione;
L'incontro con i cittadini è convocato per il 1 giugno, in periodo di ponte tra l'altro.

Forse che all'amministrazione non piaccia l'idea di discutere con i cittadini un documento fondamentale come il Piano di Governo del Territorio, da cui dipende il futuro delle ormai poche aree verdi rimaste in città?
Per chi ha voglia di indagare più a fondo qualche parola chiave: "Golfo Agricolo" "Giampiero Cantoni"...

martedì 25 maggio 2010

Diagnosi

Berlusconi: "Il mio intervento al cancro?
Forse non serviva".
Infatti, a distanza di anni, il tumore ha ancora quel fastidioso disturbo addosso.

giovedì 6 maggio 2010

Vorrei

Vorrei vivere in un paese dove la ricchezza fosse poter godere con tutti gli altri di ciò che c'è.
Vorrei che le persone ritrovassero la gioia di sorridersi, anche se non si sono mai viste prima.
Vorrei potermi calare mollemente nella bellezza di arte, cultura e paesaggio del mio paese.
Vorrei vedere premiata la giustizia e l'onestà, non la superbia e l'arroganza.
Vorrei che la molla che spinge le persone a fare meglio fosse l'altruismo e non l'arrivismo.
Vorrei che ai bambini fosse insegnata la pace, la gentilezza, il donarsi, l'allegria ed il rispetto.
Vorrei che tutti potessero suonare uno strumento musicale.
Vorrei che a tutti fosse permesso di danzare come, dove e quando gli pare.
Vorrei che chi è poeta potesse declamare ovunque i suoi versi.
Vorrei che chi è pittore potesse dipingere di armonia le tele delle nostre giornate.
Vorrei che chi ha un suo Dio lo possa venerare.
Vorrei che chi non l'ha non si debba sentire inferiore.
Vorrei che chi non rispetta la legge fosse punito con un'ineludibile obbligo a provar vergogna.
Vorrei che a chi uccide fosse insegnato a curare.
Vorrei che a chi violenta fosse insegnato ad amare.
Vorrei che a chi ruba fosse insegnato a donare.
Vorrei che le porte non avessero serrature.
Vorrei che le menti non avessero catene.
Vorrei che la vita non passasse inutilmente.
Vorrei tanto non dovermi più sentire indignato.
Vorrei svegliarmi, ora. Grazie.

martedì 30 marzo 2010

Non c'ho voglia....

...di farmi un paiolo così per cercare di raccontarmi un motivo plausibile per cui il centrodestra ha vinto anche questa tornata elettorale.
Ecco.
Però a Segrate, presentandoci per la prima volta e correndo da soli, con Italia dei Valori abbiamo preso due seggi in consiglio. E siamo il quarto partito cittadino.
Ecco.
Tiè.

mercoledì 24 marzo 2010

Emilio Emilio....

Accidenti, dopo aver pubblicato la lettera di Silvia Cavanna sullo scontro avuto con il Fede nazionale il mio blog ha avuto una impennata di contatti...
Mi toccherà mica ringraziarlo...

lunedì 22 marzo 2010

Ricevo e pubblico

Chiedo scusa a Emilio Fede.
Premessa: Mi chiamo Silvia Cavanna, anni 63 compiuti da qualche mese, abito in Milano 2 città satellite di Segrate (MI), ho lavorato per 35 anni di cui quasi 20 per Mediaset in qualità di dirigente, passata poi a miglior vita come pensionata, occupandomi della mia vita nella posizione di figlia, madre, nonna, moglie, e volontaria di una associazione onlus. Oggi 18 marzo 2010, dopo una cena piacevole al ristorante cinese di Milano 2 (situato nel medesimo palazzo in cui risiedono gli studi del TG di Rete Quattro) , percorro con mio marito la stradina pedonale verso la mia residenza. Stradina nata come assolutamente pedonale che si connette alla strada comunale, ora abusivamente usata da poche auto di alti papaveri e rispettive scorte per raggiungere dagli Studi televisivi la strada stessa. Siamo inseguiti da due auto che percorrono questa stradina pedonale verso l'uscita, ci viene suonato il clacson, viene ricordato da mio marito che i pedoni hanno la precedenza in quanto strada pedonale, si abbassa un finestrino e una voce altisonante tuona: spostati faccia di merda! Mio marito si gira verso la macchina, si avvicina al finestrino e : a chi faccia di merda? A questo punto l'auto si apre (dal lato del finestrino da cui è uscito l'epiteto) e esce il sig. Emilio Fede, che protende il suo viso sotto quello di mio marito, invitandolo: mettimi le mani addosso, toccami, pichiami, picchiami! L'istinto materno-protettivo nei confronti di mio marito fa sì che io mi metta tra i due, mentre dall'auto posteriore escono delle guardie del corpo. A me, quasi 64enne, capelli bianchi, l'emilio protende la sua faccia, giallastra e macchiata di vecchiaia e urla, a me: mettimi le mani addosso, toccami, picchiami dai, picchiami! Ma tu sei pazzo, sei malato, fatti curare. Dai mettimi le mani addosso, picchiami! Le guardie: lasci perdere, non ne vale la pena! scrollata di testa. Ma sei malato, io sono stata tua collega per 20 anni, ho lavorato 20 anni con Carlo Bernasconi! (braccio destro di Berlusconi, morto nel 2001, gran brava persona!) Io non conosco nessun Carlo Bernasconi! Picchiami picchiami, sempre con il suo faccione sotto al mio. Le guardie: lasci perdere, non ne vale la pena! scrollata di testa. Ma tu sei malato, hai l'alzheimer. Sono stata tua collega! Ho lavorato per Carlo Bernasconi e mi chiamo Silvia Cavanna e sono una tua collega, vergognati, sei malato. A quel punto il grande cambiamento: mi scusi Signora, mi scusi Signora Non le voglio le tue scuse, sei malato. Mi scusi Signora!
Emilio Fede, chiedo scusa io a te: per essere rispettata come donna ho dovuto ricordarti ripetutamente di aver fatto parte del clan, il clan dei prepotenti e degli arroganti. Ti chiedo scusa per aver fatto uscire il peggio di te: quanto avrei preferito delle scuse da parte di un gentiluomo d'età a una signora d'età, per un gesto aggressivo dovuto forse al troppo lavoro! Ma no, questo non esiste più, esiste solo: tu non sai chi sono o chi sono stato io . un pupo del clan. E anch'io, che odio ricorrere a certi mezzi, sono stata contagiata dal virus !
Che questo sia per me e per tutti un momento di profonda riflessione.
p.s.: comunque ti ricordo, caro emilio fede, che hai chiesto scusa a me; a mio marito, al quale hai dato della faccia di merda, no! Ma certo, lui non è mai stato un adepto del clan .
Segrate, 18 marzo 2010

martedì 9 marzo 2010

Lost in translation

Riporto la risposta a lettere dei cittadini fornita dal Presidente della Repubblica; In corsivo la mia personale interpretazione di quanto il nostro intende dire con le sue parole...

“Ho letto con attenzione le vostre lettere e desidero, vostro tramite, rispondere con sincera considerazione per tutte le opinioni dei tanti cittadini che in queste ore mi hanno scritto.(Non potevo certo sperare che sta cazzo di firma non portasse con se delle conseguenze).
Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici (Il problema è che quei coglioni del Pdl, a furia di litigare per comporre le liste l'han tirata lunga e non son stati capaci di presentarle in tempo e come si deve, con l'abitudine che hanno di raccattare le firme a pene di segugio).
Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall'ufficio competente costituito presso la corte d'appello di Milano. Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (C'era il concreto rischio che qualche milione di teste di cazzo, disorientato dall'assenza del simbolino a cui ormai anni e anni di propaganda l'hanno forzatamente abituato, non sapesse dove mettere la crocetta una volta giunto nella cabina elettorale).
Si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori esponenti dell'opposizione, che avevano dichiarato di non voler vincere - neppure in Lombardia - "per abbandono dell'avversario" o "a tavolino". E si era anche da più parti parlato della necessità di una "soluzione politica": senza peraltro chiarire in che senso ciò andasse inteso. Una soluzione che fosse cioè "frutto di un accordo", concordata tra maggioranza e opposizioni? (ovviamente nessun esponente delle cosidette opposizioni ha avuto le palle di alzare la voce e dire che non c'erano cazzi, chi sbaglia paga e i cocci sono suoi).
Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andandosi al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali pronunciatisi in materia. (Tanto valeva battersene il cazzo e trovare il modo di riammetterli).
In realtà, sappiamo quanto risultino difficili accordi tra governo, maggioranza e opposizioni anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale: difficili per tendenze all'autosufficienza e scelte unilaterali da una parte, e per diffidenze di fondo e indisponibilità dall'altra parte.
Ma in ogni caso - questo è il punto che mi preme sottolineare - la "soluzione politica", ovvero l'intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti. (Ma figuriamoci, questi se non è per soldi non son capaci di far funzionare un tostapane, quindi è dovuto intervenire il vecchio di casa a trovargli una scappatoia per venirne fuori, anche se in modo indecente).
E i tempi si erano a tal punto ristretti - dopo i già intervenuti pronunciamenti delle Corti di appello di Roma e Milano - che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge.(E, come se non bastasse, avevano anche premura...)
Diversamente dalla bozza di decreto prospettatami dal Governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal Ministero dell'interno e dalla Presidenza del consiglio dei ministri non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità. Né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione - comunque inevitabilmente legislativa - potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura.(All'inizio però mi hanno fatto una proposta, che per quanto credano sia stupido, non potevo accettare nemmeno io...).
La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali.(Così sono passati direttamente alle minacce...).
E' bene che tutti se ne rendano conto. Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo, e di rigoroso esercizio delle prerogative, che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica, nei limiti segnati dalla stessa Carta e in spirito di leale cooperazione istituzionale. Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.(Insomma, c'ho provato a tener duro, però ho una certa età, le guardie non mi si filano nemmeno più, a casa non mi difende nessuno, i cani me li hanno addormentati con lo spray, le cavallette erano in agguato, lo tsunami incombeva... e, onestamente, una frattura ci mette parecchio a guarire, figuriamoci tagli e buchi di proiettile...).

Cordialmente
(Sorry....).


Giorgio Napolitano"

martedì 2 marzo 2010

Dettagli

Il modo di fare informazione cambia la sostanza delle notizie anche se non viene detto il falso, ma una verità parziale, fatta di dettagli sottaciuti. State attenti alle sfumature: Se intervisto un benemerito presidente della Corte Costituzionale e gli chiedo cosa pensa riguardo al rifiuto posto alla richiesta di legittimo impedimento per l'udienza del processo che vede imputato il presdelcons, e questi risponde che il consiglio dei ministri è un momento politico e governativo di rilevanza assoluta nell'espletamento delle funzioni di governo, il ragionamento sta perfettamente in piedi. Ovvero una affermazione non esclude l'altra. Ma se ometto di dire che il calendario delle udienze è stato fissato in un momento precedente alla calendarizzazione del consiglio dei ministri, ometto qualcosa di fondamentale affinchè lo spettatore possa cogliere la portata nella sostanza della informazione che sto dando. Così lo spettatore acritico rimarrà convinto che l'attività dei giudici è di ostacolo all'attività di governo, e non, come in realtà è, viceversa.

Postilla: ovviamente questo pregevole esempio di come è reso il pubblico servizio di informazione è tratto dal TG1 delle 20 del 2 marzo 2010.

giovedì 11 febbraio 2010

Mi arrendo.....?

...siamo noi quelli sbagliati, quelli che non ritengono che tutto questo sia "normale", quelli che credono ancora nel valore dell'onestà, quelli che non si arrendono alla regola del "fan tutti così".
Siamo noi, irrimediabilmente idioti, tristemente derisi e stuprati nell'animo....

giovedì 4 febbraio 2010

In un paese normale

In un paese normale, all'indomani dell'approvazione, da parte di un ramo del parlamento, di una legge come quella sul legittimo impedimento la gente urlerebbe la propria indignazione.
In un paese normale le redazioni dei giornali sarebbero inondate di fax, e-mail, telefonate.
In un paese normale gli esponenti politici dell'opposizione assumerebbero una posizione chiara, decisa, univoca.
In un paese normale la gente si accorgerebbe delle cose che gli capitano intorno, dei macigni che gli cadono addosso.
Da noi no.
L'anestesia funziona alla perfezione.
Si proceda pure con l'eutanasia della democrazia.